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Putin ricatta l’Occidente con il rublo: prezzi del gas in aumento. Giavazzi: “Continuiamo a pagare in euro”

Putin sta ricattando l’Occidente chiedendo il pagamento in rublo del gas: le reazioni dei Paesi europei all’annuncio del presidente russo.

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Il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato che la Russia accetterà esclusivamente il rublo per i pagamenti legati al gas. Bandendo euro e dollaro dai confini nazionali, il leader del Cremlino ha inasprito la lotta per l’energia. Intanto, i prezzi europei del gas sono saliti di oltre il 30% dopo la diffusione della notizia.

Putin ricatta l’Occidente con il rublo, impennata dei prezzi del gas: aumenti del 34%

La Russia ha chiesto alle Nazioni europee di pagare in rubli l’acquisto di gas naturale, esasperando lo stallo con l’Occidente e aggravando potenzialmente la peggiore crisi energetica che l’Europa si accinge ad affrontare dagli anni ’70 del secolo scorso.

Il bando di euro e dollaro in Russia a favore del rublo è stato comunicato dal presidente Vladimir Putin durante una riunione con il suo Governo con le seguenti parole: “Ho preso la decisione di passare al pagamento in rubli per le nostre forniture di gas naturale ai cosiddetti Stati ostili ­– e ha aggiunto –.

Voglio sottolineare che la Russia continuerà sicuramente a fornire gas naturale in linea con i volumi e i prezzi e i meccanismi di prezzo stabiliti nei contratti esistenti”.

In questo contesto, il leader del Cremlino ha ordinato alla banca centrale di sviluppare un meccanismo per effettuare pagamenti in rubli entro una settimana dal meeting. Subito dopo la diffusione della notizia, i prezzi del gas in UE sono saliti del 34%, raggiungendo i 132,74 euro per megawatt-ora e riaccendendo un rally selvaggio dei prezzi

La mossa attuata da Putin ha mostrato in modo evidente la volontà di Mosca e dell’Occidente di usare le forniture dell’energia russa come arma nella lotta in atto tra le parti che affonda le sue radici nella guerra in Ucraina.

Al momento, le specifiche del nuovo accordo con il pagamento in rubli non sono ancora state dettagliate ma è evidente che la conversione della valuta europea e americana in quella russa costringe le aziende occidentali a sostenere in modo diretto il rublo, in caduta libera dopo le pesanti sanzioni che sono state imposta all’economia russa.

Reazioni dei Paesi UE, Germania e Italia contro la decisione di Mosca

Poco dopo la diffusione dell’iniziativa del Cremlino, sono state condivise le prime reazioni nate all’interno dei Governi dei Paesi europei.

La Germania, ad esempio, ha affermato che l’annuncio di Putin che obbliga ai pagamenti in rubli del gas naturale rappresenta una violazione dei contratti precedentemente stipulati. Il ministro dell’Economia tedesco, Robert Habeck, ha anche precisato che la Germania, che è il più grande acquirente di gas russo, discuterà con i partner europei circa la risposta da dare a Mosca.

Giavazzi, consigliere di Draghi: “Dobbiamo continuare a pagare in euro”

L’Italia, invece, che è il secondo più grande cliente di Gazprom PJSC, ha asserito di non essere intenzionata a pagare il gas russo in rubli in quanto una simile misura aiuterebbe Putin a indebolire la portata delle sanzioni varate contro la Russia da parte dell’Occidente.

A questo proposito, si è espresso Francesco Giavazzi, il consigliere economico del primo ministro Mario Draghi. Al Bloomberg Capital Market Forum di Milano, infatti, Giavazzi ha commentato: “La mia opinione è che noi paghiamo in euro perché pagare in rubli sarebbe un modo per evitare le sanzioni, quindi penso che continuiamo a pagare in euro”.

Analisti e aziende sul pagamento in rublo del gas annunciato da Putin

Per le utility che acquistano gas da Gazprom, la richiesta di pagare in rubli potrebbe portare a controversie e trattative contrattuali, minacciando di interrompere la regolare fornitura di gas alla regione. L’Europa ottiene circa il 40% del suo gas dalla Russia ed è già alle prese con le conseguenze dei prezzi record di questo inverno.

In merito alle dichiarazioni di Putin, è intervenuta Anise Ganbold, analista di Aurora Energy Research, che ha osservato: “Se Gazprom si rifiuta di consegnare il gas quando gli acquirenti pagano le loro fatture nella valuta originale del contratto, di solito euro, gli acquirenti possono portare il caso all’arbitrato“.

In relazione ai “Paesi ostili” ai quali ha fatto riferimento il leader del Cremlino, l’economista della Locko Invest di Mosca, Dmitry Polevoy, ha sottolineato con una nota inviata via e-mail che questi rappresentavano circa il 70% delle entrate legate alle esportazioni di Gazprom del 2021 per una cifra pari a circa 69 miliardi di dollari. Di conseguenza, qualsiasi modifica alle procedure di pagamento potrebbe “influenzare temporaneamente” i volumi di esportazione di gas della Russia.

Circa il 58% delle vendite lorde di gas di Gazprom all’estero erano in euro a partire dal terzo trimestre del 2021, secondo l’ultimo prospetto obbligazionario del produttore. Un altro 39% era in dollari statunitensi. Al momento, non è noto se gli accordi di fornitura a lungo termine di Gazprom consentano un passaggio ai pagamenti in rubli.

Il capo di Energy Aspects Ltd, Trevor Sikorsku, ha precisato: “Gazprom avrebbe bisogno di chiedere agli acquirenti di accettare di cambiare i termini di pagamento nei contratti. Riapre i contratti, e gli acquirenti potrebbero chiedere termini più brevi, per esempio”.

OMV AG, intanto, ha riferito che i suoi contratti di fornitura di gas naturale con la Russia non prevedono il pagamento in rubli. La società con sede in Austria, quindi, ha dichiarato che continuerà a pagare in euro in attesa del cambiamento del contratto: è quanto riferito dal CEO Alfred Stern durante un’intervista alla televisione austriaca Puls 24.

Un ricercatore dell’Oxford Institute for Energy Studies, Jonathan Stern, infine, ha commentato la decisione annunciata dal presidente Putin con le seguenti parole: “Immagino che il pagamento in rubli potrebbe essere possibile se una banca europea può ottenere la cooperazione con una banca russa, non sanzionata, ma questo potrebbe essere imbarazzante“.

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