Quali sono rischi donazione midollo osseo
Quali sono rischi donazione midollo osseo
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Quali sono rischi donazione midollo osseo

midollo osseo

La donazione del midollo osseo rappresenta un'occasione importante per aiutare una persona malata. Ecco quali sono i possibili rischi per il donatore.

Chi sceglie di donare il midollo osseo prende un impegno nei confronti della società mettendosi a disposizione di chi a causa di un tumore aspetta che un gesto di altruismo gli salvi la vita. Questa scelta, sicuramente coraggiosa, a volte comporta anche dei rischi per i donatori. Per questo motivo è bene documentarsi attentamente prima di compiere qualsiasi scelta. In ogni caso è sempre consigliabile farsi aiutare e chiedere consiglio al proprio medico di fiducia. Lui saprà certamente darvi le indicazioni e i consigli migliori per affrontare una scelta così difficile e complicata.

Donazione midollo osseo

Donare il midollo significa sottoporsi ad un prelievo di materiale dalle ossa del bacino; la sostanza simile al sangue è ricca di cellule staminali ematopietiche che aiuteranno l’organismo del paziente affetto da tumore del sangue a sconfiggere le cellule dannose e a generarne di sane. Possono donare tutti gli individui sani dai 18 ai 55 anni se hanno superato le analisi del sangue svolti al momento della richiesta di iscrizione all’albo.

Il prelievo si svolge in anestesia generale o locale; in seguito all’intervento il donatore è ospedalizzato sotto osservazione per circa 48 ore.

A cosa serve

La donazione di midollo osseo è fondamentale nel combattere alcune tipologie di malattie. Stiamo per esempio parlando ai alcune malattie che colpiscono il sangue oppure gravi forme tumorali come per esempio la leucemia o l’anemia aplastica. Questa donazione è talvolta utile anche per combattere particolari malattie genetiche. Oltre al trapianto di midollo osseo si può anche optare per il trapianto di cellule staminali emopoietiche. Il numero di persone che potrebbero beneficiare di queste donazioni è davvero altissimo. Gli ultimi studi infatti hanno riportato che solamente in Italia ogni anni circa 1000 persone avrebbero bisogno di questa particolare forma di terapia. Importante sottolineare come la metà di queste persone è composta da bambini. Molto spesso, per non dire quasi sempre, il trapianto di midollo osseo o di cellule staminali rappresenta l’unica possibilità di salvezza per queste persone.

In alcuni casi è possibile che il donatore sia direttamente un parente stretto del paziente.

Ma ciò non è una regola, anzi. Molto spesso infatti non vi è una compatibilità: le ultime ricerche hanno infatti stimato una percentuale di circa il 25% di compatibilità in questi casi. Proprio per questo motivo risulta fondamentale la ricerca di nuovi donatori ogni anno.

Rischi per il donatore

Spesso i futuri donatori si chiedono se il prelievo può essere dannoso per il suo organismo: l’operazione ha raggiunto standard di totale sicurezza, il donatore non rischia alcuna menomazione, avverte solo un leggero fastidio nella zona del prelievo per un po’ di tempo dopo l’evento. Il midollo si rigenera in circa 2 settimane. Per sicurezza viene effettuata una trasfusione del proprio sangue prelevato in precedenza. Il rischio, minimo, riguarda gli effetti collaterali della anestesia. Sono infatti esclusi dalla lista di donatori tutti gli individui che abbiano manifestato problemi cardio-circolatori.

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