Quando a Palermo si sparava sui manifestanti
Cronaca

Quando a Palermo si sparava sui manifestanti

Sono passati cinquant’anni da una strage che Palermo ha praticamente rimosso dalla sua memoria storica. Gli anni sessanta erano anni di protesta sindacale, di lotta di classe, anni in cui i lavoratori ed i cittadini scendevano in piazza per manifestare il loro dissenso. Erano anche gli anni del governo Tambroni, durato pochi mesi a causa delle violente repressioni negli scioperi a Reggio Emilia ed a Palermo. Ma proprio a Palermo la memoria di quel giorno appare sbiadita, come se gli anni sessanta non siano mai stati vissuti. Il corteo operaio venne scortato a vista da uno schieramento di polizia degno dell’antiterrorismo. L’ordine era di disperdere la folla a qualsiasi costo. Improvvisamente iniziano le cariche. La celere assale brutalmente la folla del corteo con le loro jeep spinte a velocità.
I dimostranti si difendono lanciando sassi, bastoni e quant’altro trovano. In breve la zona tra piazza Verdi e piazza Politeama si trasforma in un campo di battaglia.

Viene eretta una barricata al centro della strada ma a questo punto i celerini cominciano a sparare sulla folla.
Il primo a essere colpito è Giuseppe Malleo di 16 anni che viene raggiunto al torace da una pallottola di moschetto e subito dopo Andrea Cangitano di 14 anni, ucciso a colpi di mitra e Francesco Vella operaio di 42 anni. La quarta vittima è Rosa La Barbera una donna di 53 anni raggiunta da uno dei tanti colpi sparati all’impazzata dalla polizia mentre si apprestava a chiudere la finestra di casa.
Altre 36 persone riportano ferite da arma da fuoco, 370 dimostranti vengono fermati e 71 di essi arrestati.
Seguono tre diversi procedimenti penali, il più importante dei quali è quello di Palermo che ha inizio il 16 ottobre 1960.
Dopo appena 12 giorni di dibattimento tutti i 53 imputati vengono condannati a pene che vanno fino a 6 anni e 8 mesi di reclusione.
I celerini che hanno sparato e ucciso non solo non vengono incriminati ma non vengono neanche chiamati a deporre in aula come testimoni d’accusa.

Ecco il programma celebrativo dei cinquant’anni di quella strage, per non dimenticare che anche Palermo ha vissuto la brutalità della repressione del diritto di sciopero e della libertà d’espressione. Una testimonianza valida ancora oggi, mentre molte delle conquiste dei lavoratori di quegli anni, raccolte anche con il sangue, vengono progressivamente tolte in nome della crisi economica:

8 LUGLIO 1960 – 8 LUGLIO 2010
50° ANNIVERSARIO

Palermo, 2-3-8 luglio 2010

Venerdì 2 luglio Biblioteca Comunale Piazza Casa Professa
Ore 17,30 – 20,00
Saluti

Vincenzo Fumetta Segretario del Circolo Francesco Vella PRC
Mario Guarino Segretario provinciale PRC
Antonino Bono Presidente ERSU – Università di Palermo
Maurizio Calà Segretario generale della Camera del Lavoro di Palermo

Presiede e Apre i lavori: Luca Cangemi Segretario regionale PRC
“8 luglio ’60 Giornata della memoria; sua attualità”

Intervengono:
Giuseppe Carlo Marino Prof. ordinario di Storia Contemporanea Università di Palermo: “8 luglio ‘ 60 momento cruciale della difesa della Costituzione e della democrazia repubblicana.

Ricadute contemporanee a 50 anni di distanza”.

Angelo Ficarra Circolo PRC Francesco Vella:
“8 luglio 1960 la battaglia di Palermo. repressione e memoria storica.”

Fabrizio Loreto Ricercatore della Fondazione Di Vittorio Università di Teramo:
“La mobilitazione antifascista del luglio 1960 in Italia”

Ottavio Terranova Presidente ANPI Palermo
”La repressione violenta della polizia e lotta di liberazione”

Nicola Cipolla Presidente del CEPES
“L’8 luglio di Pio La Torre”.

Tommaso Baris Ricercatore di Storia contemporanea dell’Università degli Studi di Palermo
“8 luglio 1960 a Palermo. Nuove ipotesi di ricerca.”

Franco Tarantino Segretario regionale FILLEA CGIL Sicilia
“Francesco Vella nel ricordo degli edili di Palermo”

Al canto di “Bella ciao”, esibizione del Coro dell’Università e dell’ERSU di Palermo Consegna ai familiari di Francesco Vella di una medaglia alla memoria

Sabato 3 luglio Biblioteca Comunale Piazza Casa Professa

“Da Genova a Palermo: lotte sociali e democrazia (1960-2010)”

Ore 9,00 – 13,00

Coordina:

Tommaso Baris Circolo F. Vella PRC

Intervengono

Haidi Giuliani Già senatrice – madre di Carlo Giuliani
“Luglio 2001: a Genova per un altro mondo possibile”
Fulvio Vassallo Paleologo Università degli Studi di Palermo
“Leggi sulla sicurezza e democrazia oggi”

Famiglia Cucchi genitori di Stefano Cucchi
“Riflessioni: tutela dei cittadini e responsabilità istituzionali”

Pietro Milazzo Sindacalista CGIL Palermo
“La repressione oggi”
Tony Pellicane Movimento di lotta per la casa
“La lotta per la casa a Palermo: lo sgombero di casa Guzzetta”

Loriana Cavalieri Laboratorio Z – Palermo
“Una esperienza di lotta e di democrazia”

Ore 13,00
Conclusioni

Italo Di Sabato Responsabile osservatorio nazionale PRC sulla repressione

Giovedì 8 luglio

Ore 20,00
Manifestazione celebrativa – Mostra fotografica itinerante – Rappresentazione teatrale itinerante a cura dell’Associazione teatrale “Spazio aperto”, regia di Nicola D’Ippolito.

Concentramento Piazza Castelnuovo
Percorso: via Ruggero Settimo, via Maqueda sino a Palazzo Comitini

Sono previste delle soste per deporre delle corone di alloro in memoria dei caduti:

Via Rosolino Pilo (dove fu uccisa una donna affacciata al balcone: Rosa La Barbera)
Via Spinuzza (dove fu ucciso Andrea Gangitano, 19 anni operaio edile)
Via Bari (dove fu ucciso Ciccio Vella, operaio edile, dirigente sindacale)
Via Celso (in ricordo di Giuseppe Malleo, operaio, 16 anni).

E’ prevista anche la deposizione di una lapide in memoria dei caduti dell’8 luglio ’60 in via Maqueda lungo il percorso

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1 Commento su Quando a Palermo si sparava sui manifestanti

  1. Penso che, avevo undici anni a quel tempo….non sapevo niente di Operai ,Sindacati , e poliziotti o, mafiosi,ma, sapevo cos’era un comunista, viveva in casa nostra, era mio padre.Oggi, se mi guardo intorno vedo che , tutto e’ cambiato nelle Forme…nella Sostanza… niente. I Comunisti sono morti, il sindacato e’ morto….io stesso sono morto, gli “ideali di Giustizia Sociale” sono moribondi. A tutti questi morti, non serve la Memoria,,,serve risuscitare e riscrivere la propria vita che e’ la vita di tutti……Ai morti:- Riposino in pace- ai vivi ?? Ricominciamo a Pensare, camminando con i piedi per terra.A tutti, buona salute e solidarietä….G. emigrante…

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Dottore in Giornalismo per uffici stampa, blogger dal 2005, a breve giornalista pubblicista, si interessa di tutto. Ma anche di più. Lo trovate sempre in giro per Palermo.
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