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Quando entra in guerra l’Italia nella seconda guerra mondiale

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Nel 1940 entra in guerra l’Italia ponendo fine alla non belligeranza, vediamone i motivi

10 giugno 1940 entra in guerra l’Italia. Mussolini proclama con un discorso a Piazza Venezia a Roma che le dichiarazioni di guerra sono state consegnate alla Gran Bretagna e alla Francia.

Il motivo principale per cui questa decisione è stata presa è perchè Mussolini, in seguito agli evidenti successi che l’esercito della Germania nazista, guidato da Hitler, ha ottenuto nei mesi precedenti, ha pensato che ormai fosse chiaro il risultato della guerra; nel suo discorso infatti ha detto al popolo: “La parola chiave è una sola, categorica e impegnativa per tutti…vincere!”. Il Fuhrer infatti, dall’aprile precedente, per ottenere basi sul Mare del Nord, ha prima invaso la Danimarca riuscendo ad occuparla in un giorno, ha conquistato poi la Norvegia ed è passato ad aggredire il fronte francese a nord, attaccando i Paesi Bassi che sono stati costretti ad arrendersi dopo pochi giorni seguiti dal Belgio.

Hitler si è diretto poi verso Parigi. Forte di queste conquiste territoriali del suo alleato e messo sotto pressione da vai lati, Mussolini ha deciso quindi che la decisione migliore era fare entrare in guerra l’Italia. Scelta presa anche se alcuni collaboratori militari come Pietro Badoglio, Galeazzo Ciano e Dino Grande si sono opposti a questa soluzione che non ha tenuto conto delle scarse risorse dell’Italia: solo diciannove divisioni pronte al combattimento e munizioni sufficienti solo per due mesi.

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