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Quando vedi il tuo Rettore in tv (paladino di un’università allo sbando)

Gentili lettori,
in questi giorni c’è una vicenda di scottante attualità che mi fa uno strano effetto. Si dà il caso, infatti, che le mie origini baresi da sempre rese manifeste (nonché la mia residenza nella città in questione), stiano provocando un corto circuito niente male. Tra la vita quotidiana e quella catodica, la realtà e la televisione. Per uno che ha sempre vissuto la vita da facoltà come un mondo a parte dal frastuono mediatico, è davvero insolito vedere la propria Università sbattuta in copertina. La vicenda non è delle più edificanti visto che un Test di ingresso, sicuramente l’ennesimo, per entrare in Medicina è stato truccato.
Premesso che non rientro nella categoria degli incriminati, visto che conduco tutt’altri studi, posso a maggior ragione capire la scelta del Rettore che, seppur destando malcontento con la proposta di rifare la prova, sta tenendo fede ad un principio di etica accademica.
Ho avuto l’onore di sostenere un esame con lui, quand’era ancora un docente di facoltà, e allora ricopriva anche la cattedra di Presidenza, dimostrando di essere molto vicino alle richieste degli studenti.

Perché vi sto dicendo tutto questo?
Perché il problema va ben oltre un test di ammissione truccato. E’ l’intero mondo delle università italiane ad essere allo sbando, vittima di un regime di omertà per cui gran parte degli esami è alla mercé delle ingiustizie. Ci piace pensare che il problema sia solo per le selezioni a numero chiuso, ma andando avanti nel proprio percorso di studi la sfiducia nella trasparenza del sistema aumenta e studiare diventa una delle tante variabili di un giudizio sempre meno meritocratico.
E così, da blogger televisivo abituato a condannare questo o quel presentatore, o a leggere le invettive contro questo o quel politico, mi chiedo: perché la categoria più intoccabile d’Italia è quella degli insegnanti?
Un tempo, nelle mie fantasie infantili, immaginavo l’insegnamento come una sorta di palcoscenico, in cui il docente si mette in gioco ogni giorno mirando a destare l’interesse dello studente-spettatore, con la speranza che impari qualcosa senza un senso di obbligo.
A parte la deriva scolastica che ormai monopolizza You-tube, rimane che i docenti di oggi, oltre a non offrire più alcun tipo di coinvolgimento, abusino unicamente della loro posizione, incarnando così una delle poche caste privilegiate al riparo da querela (ma pronti a ricorrervi in caso di accusa).
Se sai che devi dare un esame subendo ogni tipo di umiliazione, la passione per la disciplina passa e ti rendi conto che non hai più via di uscita perché il professore, natural durante, resta lì.
Mentre, in fondo, la televisione è molto più democratica.

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