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Quanta uva bisogna mangiare per dimagrire?

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Scopriremo insieme le diverse tipologie di uva, il suo uso in cucina e anche come può essere utilizzata come terapia per tanti malanni.

Consumare uva

L’uva viene utilizzata soprattutto per la produzione del vino, ma diffuso è anche il consumo alimentare come frutto. Può essere consumata sia fresca (da tavola), che secca. In questo ultimo caso, ci riferiamo agli acini che hanno subito il processo di essiccazione e parliamo di uva passa.

Dall’uva si possono estrarre anche il succo (per produrre una bevanda non alcolica), e l’olio di vinaccioli (tratto dai suoi semi).

Varietà da tavola e da vino

Le due specie di vite più importanti per la produzione di uva sono la Vitis vinifera, originaria dell’Europa e dell’Asia occidentale. Da questa derivano tutti i vitigni destinati alla produzione di uva da vino e di uva da tavola; c’è poi la Vitis labrusca, originaria dell’America del nord.

Questa è destinata solo alla produzione di uva da tavola. Le specie di vite americane sono utilizzate come incrocio con alcune varietà della Vitis vinifera per produrre uve ibride.

Alimentazione a base di uva

I sostenitori della dieta dell’uva ritengono che chi segue questa dieta possa mangiare quanta uva vuole e perdere dai due ai tre Kg a settimana. Questo frutto ha poche calorie e da sollievo alla costipazione cronica.

Quindi la dieta dell’uva può portare ad una momentanea perdita di peso. La perdita di peso avviene quando si crea un deficit tra le calorie mangiate e le calorie bruciate. Mangiare questi acini, però, non porta ad una perdita permanente di peso.

Gli esperti di nutrizione consigliano di mangiare l’uva per soddisfare la fame tra un pasto e l’altro. Infatti, è un ottimo sostituto dei più calorici snack, poiché ha poche calorie e sazia, grazie all’alto contenuto di acqua.

Per l’elevato contenuto di zuccheri, deve essere consumata con moderazione in caso di diabete e obesità.
Tuttavia, se la quantità di chicchi ingeriti è eccessiva, si possono avere perdita di appetito e acidità di stomaco.

Proprietà benefiche

Il frutto della vite è indicato in caso di anemia e affaticamento. Può essere utile anche per patologie quali gotta, artrite, vene varicose, iperazotemia, malattie della pelle. Molti prodotti per la cura del corpo, infatti, sono a base di uve.

Questa dà sollievo alle gambe, favorisce la circolazione, e rivitalizza i tessuti.
Altre qualità importanti sono quelle antivirali, grazie al contenuto di acido tannico e di fenolo; il fenolo è in grado di contrastare il virus dell’herpes simplex (applicazioni di succo d’uva o di mosto sulle labbra affette da herpes ne velocizzano la guarigione).
Il frutto in questione risulta anche particolarmente utile in caso di stitichezza. Anche chi soffre di artrite e ritenzione dei liquidi può trarne dei benefici.

La cura dell’uva

La cura dell’uva, detta ampeloterapia (dal greco ámpelos, vite), consiste nel consumarne una varietà da vino e ben matura, come unico alimento giornaliero. Per ottenere i migliori risultati, bisognerebbe recarsi direttamente dai coltivatori e acquistarne di appena raccolta; è fondamentale poi mangiarla senza le manipolazioni e i pesticidi a cui viene sottoposta prima di essere posta in commercio.
Seguendo il regime ampeloterapico, si comincia con un consumo giornaliero di 0,5 kg e si arriva fino a 2-2,5 kg al giorno.
Durante la cura, si consiglia di bere una tisana calda ogni sera, rilassante o depurativa. Nel corso della giornata, poi, sarebbe opportuno bere acqua minerale naturale in quantità moderata.

In definitiva, è bene precisare che questa cura non deve essere protratta a lungo. In ogni caso sarebbe bene farsi seguire da un medico e appurare, prima, la condizione fisica personale per sincerarsi di poter portare avanti la cura. Anche chi non ha patologie particolari può seguire questa terapia per qualche giorno, poiché è utilissima per disintossicare e ringiovanire l’organismo.

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