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Quante votazioni servono per eleggere il Presidente della Repubblica? Per Leone ci furono 23 spogli

Quante votazioni servono per l'elezione del Presidente della Repubblica e chi sono stati i Capi dello Stato saliti al Colle con più e meno scrutini. 

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Dopo quattro scrutini terminati con un nulla di fatto, sono in molti a chiedersi quante votazioni siano necessarie ancora per eleggere il prossimo Presidente della Repubblica: sebbene non ci sia un numero stabilito (la seduta comune del Parlamento potrebbe potenzialmente andare avanti ad oltranza), la storia mostra come in alcuni casi ci siano voluti anche più di 20 scrutini.

Presidente della Repubblica: quante votazioni per eleggerlo?

È questo il caso di Giovanni Leone, eletto Capo dello stato nel 1971 dopo la bellezza di 23 spogli. Egli non è il solo ad aver superato la soglia della ventina: anche il predecessore Giuseppe Saragat, salito al Quirinale nel 1964, ebbe bisogno di 21 votazioni prima di essere eletto.

Sul terzo gradino del podio dei presidenti eletti dopo il maggior numero di scrutini vi sono invece a pari merito Oscar Luigi Scalfaro (1992) e Sandro Pertini, entrambi sopra il quorum necessario dopo 21 voti.

Presidente della Repubblica: quante votazioni per eleggerlo? I più veloci

Sul fronte opposto invece, tra i Capi dello Stato eletti con il minor numero di votazioni, vi sono:

  • Carlo Azeglio Ciampi (1999), e Francesco Cossiga (1985), entrambi saliti al Colle dopo il primo scrutinio con la maggioranza assoluta delle preferenze;
  • Sergio Mattarella (2015), Giovanni Gronchi (1955) e Giorgio Napolitano (2006), eletti dopo 4 scrutini alla prima votazione con il quorum ridotto ai due terzi;
  • Giorgio Napolitano (2013), nominato per la seconda volta dopo 6 spogli;
  • Antonio Segni (1962), eletto dopo 9 scrutini.
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