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Quanto (poco) sei bella Roma

Facciamo un patto. Noi accettiamo i vostri orribili tatuaggi ascellari e le capigliature moicane, voi conservate il decoro.

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Quanto sei bella Roma quando è sera? Tanto. E la Roma, intesa come la Magica associazione sportiva? Poco, se giudichiamo da questa foto. Guardi il pulman dei nostri eroi e, più che al Magico team reduce dal trionfo di Tirana, pensi a dei tronisti in gita o a gatti in tangenziale diretti a Coccia di morto.

Mala tempora currunt? Beh, un po’ di decadenza si respira (eufemismo), ma anche noi siamo più vecchi, bacchettoni e certamente non adatti a tutte le stagioni. Però senza pretendere la giacca sociale e la cravatta d’ordinanza, alla maglia non vorremo rinunciare. Come bambini sognavamo di riceverla a Natale. Da genitori la regaliamo ai nostri figli. Come tifosi gelosamente conserviamo nell’armadio quella autografata da Bruno Conti. I nuovi gladiatori invece la maltrattano.

Arriva una vittoria e, durante la parata più importante, se la sfilano. Come fosse un impiccio, come fosse un fastidio. La trasformano in bandana, in copricapo “cocco bello” style annodato sulla testa. Tracannano da lattine con posture che non oserebbero mai al matrimonio del cugino, pena due schiaffi garantiti della mamma.

Allora facciamo un patto. Noi accettiamo i vostri orribili tatuaggi ascellari e le capigliature moicane, voi conservate il decoro.

Quella vista sul pullman non è la Roma “che me fa Re quando sento le campane la domenica mattina”. Stavolta non c’è stato bisogno di gridarlo. I Re erano nudi e tutti li hanno visti. E pur con la tartaruga scolpita sugli addominali, non è stato un bello spettacolo.

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