“Quelli che il calcio e…”: minestrone nuovo, cotto a fuoco moscio
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“Quelli che il calcio e…”: minestrone nuovo, cotto a fuoco moscio

Magari è tutta colpa (o merito?) di una pianificata e subliminale strategia. Perchè Simona Ventura aveva ben altri piani per la testa, depennando dalla lista, senza troppi grattacapi, uno dei programmi che aveva con successo condotto per sei anni di fila. L’avventura su Raiuno però è fallita tristemente, il riscatto a Miss Italia precluso con le unghie: il ripiego sull’Isola Dei Famosi era l’unica soluzione possibile per evitare la depressione. Ma, parallelamente, per costruire assenso servono anche strumenti di indubbia risonanza: cos’altro c’è di meglio di una doppia farcitura di naufraghi da spalmare nell’ennesima, settima, edizione di Quelli Che Il Calcio E…?. Senza calcio di cui cibarsi sfacciatamente e senza una colonna portante che ne garantiva un’ottimistica sopravvivenza, quella di Gene Gnocchi, la trasmissione domenicale di Raidue poteva benissimo finire nel cestino. E invece è ripartita oggi, per altre meravigliose 37 puntate accomunate dalla caccia all’identità di un programma che, nel bel mezzo di una ricomparsa imprevista (e che non deve apparire come raffazzonata), si trova invischiato in un tragico affaire senza coordinate nè vie di uscita.

Perchè, poi, tra poco riparte la sfida della domenica, in mezzo a barbarici contenitori che mischiano senza badarci troppo i velenosi anfratti di televisione e spettacolo, e sarebbe forse il caso di schierarsi forzatamente attorno ad una decente linea guida.

E invece Quelli Che.. continua a sbandare vertiginosamente, tra quel calcio di cui vorrebbe nuovamente sbandierare gesta in tempo reale e slanci di rischioso intrattenimento, mescolato a varietà, sui quali ci si è buttati nel tentativo di ridefinire una trasmissione che, senza calcio, fatica a trovare motivi validi per resistere. Se è vero, come dicono i maligni, che ancora ci si starebbe scervellando per scovare truffaldine strade per portare i gol in tv (magari trasmettendo le immagini dalla casa di un abbonato Sky che guarda la propria squadra sul televisore), non dovrebbe essere però così difficile rassegnarsi ad una prospettiva più crudele ma inevitabile: senza pallone, che si combina?

Se si vira sul varietà, è gradito un camion pieno di suggerimenti.

Perchè le interviste della Ventura, per le quali ha radunato un tris di vip rigorosamente alternati, sono più scondite di un risotto in bianco. Carlo Rossella, che ha inaugurato la rubrica, ha evidentemente dimenticato un po’ di brio in limousine, commentando con flemma sopraffina i personaggi del momento (da Francesca Zenobi a Giampiero Fiorani), ma l’apoteosi si tocca con lo scambio di battute tessuto con Anna Falchi che, immersa in uno stridente tripudio, ha sotterrato senza troppi pensieri una duratura ascia di guerra, dando il via ad un pellegrinaggio di ipocrisie. “Noi siamo amiche, ci eravamo lasciate, ora siamo grandi amiche” confessa con entusiasmo Simona, tanto per far capire ai più allibiti che nel mondo dello spettacolo, se vuoi farti un buon amico, è meglio che ti compri un cagnolino. Ai prossimi giri ci aspettano Mara Venier (Mara, ripensaci) e Gigi Marzullo: tanto vale sorbirsi gli scintillanti siparietti trash di un contenitore domenicale qualsiasi, purchè tendente al ribasso.

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