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**Quirinale: Pd guarda a quarto voto, resta sempre Draghi sullo sfondo** (2)

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(Adnkronos) – Sono tre i nomi che Letta fa durante l'assemblea dei grandi elettori Pd. Quello di Riccardi, appunto: "Il mio profilo ideale", sottolinea. Quello di Sergio Mattarella, indicato come modello di presidente della Repubblica: è "l'emblema di una classe dirigente di servitori dello Stato che rappresentano tutti, non solo chi li ha votati" marcando la differenza rispetto a candidati di parte, "l'elezione di Mattarella è stato un vero capolavoro politico e i suoi sette anni lo sono stati altrettanto".

E quello di Mario Draghi: "Siamo tutti consapevoli del ruolo fondamentale che Draghi sta svolgendo, in Italia, in Europa e nel mondo". Lo mette in cima al suo intervento, Letta tirandosi fuori dal chiacchiericcio degli ultimi giorni su una presunta contrapposizione tra politici e tecnici.

"Dobbiamo completare questo riscatto della politica: che vuol dire non banalmente cedere alla retorica della politica versus tecnocrazia, a cui non credo, ma lavorare per una politica davvero al servizio del paese in un quadro difficile", dice il segretario sollecitando i grandi elettori dem sul "ruolo politico cruciale" che ha il Pd anche se rappresenta solo il 15% in Parlamento.

"La responsabilità in più che avvertiamo dipende dalla nostra storia, dalla nostra ambizione, dalla nostra presenza al governo".

Poi Letta dedica un lungo passaggio al centrodestra. Ne sottolinea le divisioni e lancia anche un avvertimento: "Il rinculo di questo errore", quello che il centrodestra avesse i numeri per fare da solo, "si è visto proprio con la deflagrazione di ieri. Non c'è maggioranza in questo Parlamento. L'unica oggi e quella che supporta governo.

Ieri è venuta meno la candidatura di Berlusconi. Venuto giù quel nome è caduto l'abbaglio. Ulteriori candidature di centrodestra faranno la stessa fine di quella di Berlusconi".

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