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Quirinale: schede precompilate, fantasma, scomparse

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Roma, 4 dic. (Adnkronos) – Schede precompilate, fantasma, scomparse. La storia delle elezioni del Presidente della Repubblica registra anche episodi che non possono essere certo definiti brogli, ma che presentano comunque aspetti anomali e controversi. Ad esempio il 6 maggio del 1962, nella seduta che portò all’elezione di Antonio Segni, al nono scrutinio il senatore Antonio Azara fu sorpreso con in mano una scheda dove era già scritto il nome di Segni.

Gliela aveva passata il senatore Angelo Cemmi, che già aveva espresso la preferenza prima che arrivasse il suo turno e ceduto la scheda al collega che ne era privo, nonostante fosse già stato chiamato.

Un atto “compiuto in buona fede e non allo scopo di violare la segretezza del voto”, spiegò il presidente, Giovanni Leone, dopo aver ascoltato le giustificazioni dell’interessato e aver disposto il rinvio di un paio d’ore e la ripetizione dello scrutinio.

Fu anche cambiato il colore della scheda da bianco a giallo, chiedendo di mostrarla chiusa per poterne verificare il colore.

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