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Una donna spacca tutto! La rabbia di una donna a danno di Wind

Di una donna così piena di rabbia non se n’era mai sentito parlare. Matilde Colasanto ha distrutto il negozio Wind di via Indipendenza solo perchè non le hanno cambiato il cellulare che, a suo parere, non funzionava.

La Colasanto ha lanciato il cellulare in direzione della commessa, oltre a redarguirla con epiteti poco decorosi. Non contenta, ha distrutto quattro computer per poi utilizzare dei cavi elettrici come frusta sempre nei confronti della povera commessa.

L’emozione che ha vinto Matilde Colasanto è la rabbia, un’emozione primitiva già presente nei bambini molto piccoli. E’ l’emozione più censurata da regole tacite che ne impediscono l’esibizione. Ma da dove nasce?

Ci sono diverse teorie che in gran parte concordano nel considerare la rabbia una reazione alla frustrazione e alla costrizione, sia fisica che psicologica. La frustrazione della donna è legata, in un certo senso, all’oggetto così indispensabie (il cellulare) ma anche così difficile da utilizzare con tutte quelle nuove funzioni che mettono alla prova l’autostima di chiunque.

Immaginiamola Matilde aggrottare la fronte e le sopracciglia, digrignare i denti e mostrarli in senso di sfida, tendere i nervi.

Il calore avvampa, il suono della voce si fa stridulo e minaccioso, il battito aumenta così come la pressione arteriosa. Per poi passare alle vie di fatto. Solo così, la donna ha sfogato la sua rabbia, forse accumulata da chissà quanti altri oggetti non funzionanti ma indispensabili. Magari, fino a ieri, la donna ha tenuto tutto dentro per anni (si pensi, ad esempio alla rabbia che può scattare dopo aver ricevuto una lettera di Equitalia, o ad una bolletta della Hera) .

E’ senz’altro da censurare il comportamento della donna. Ma chi meglio di noi può capirla?

Luigia Bencivenga

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