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Radon, il killer silenzioso: è causa di tumore ai polmoni
Salute & Benessere

Radon, il killer silenzioso: è causa di tumore ai polmoni

Radon
Milano

E' il gas Radon la seconda causa di tumore ai polmoni dopo il fumo

È la seconda causa di tumori ai polmoni dopo il fumo. Tuttavia, sono in molti a non saperlo né a conoscere la sostanza nociva incriminata. Inodore e insapore, il gas radon si trova in natura ma rappresenta il principale fattore di rischio di cancro polmonare, dopo il vizio delle sigarette. L’esposizione della popolazione a questo gas presente nell’aria può essere davvero pericolosa.

Un gas tumorale

E’ un gas nobile radioattivo naturale derivante dal decadimento dell’uranio. Si trova in natura in piccole quantità. L’origine tipicamente geologica del radon è data dalle concentrazioni naturali di uranio e radio contenute nelle rocce e nei terreni. Essendo un gas radioattivo, può risultare cancerogeno se inalato, in quanto emettitore di particelle alfa.

A lanciare l’allarme è il l Consiglio Nazionale dei Geologi. I suddetti hanno voluto porre l’attenzione su un tema poco trattato dalla stampa e mediaticamente poco esposto alla conoscenza dei più. “Dovrebbe essere maggiormente conosciuto, poiché l’esposizione della popolazione al radon, presente nell’aria rappresenta il principale fattore di rischio di tumore polmonare, dopo il fumo da sigaretta”.

Queste le parole di Vincenzo Giovine, Vice Presidente e Coordinatore della Commissione Ambiente del Consiglio Nazionale dei Geologi intervenendo alla conferenza stampa “Radon rischio geologico dalla terra un pericolo invisibile per la salute: quanti lo conoscono?”. L’incontro si è svolto presso il Senato della Repubblica nella giornata di giovedì 26 luglio 2018.

L’evento è stato organizzato su iniziativa del senatore Francesco Bruzzone, in collaborazione con il Consiglio Nazionale dei Geologi e anticipa la presentazione del convegno nazionale che avrà luogo il prossimo 26 ottobre. Prendendo in considerazione la regione Lazio, l’ultimo studio dell’Arpa Lazio ha evidenziato che le province con una maggiore concentrazione di gas radon sono quelle di Viterbo e Frosinone. L’Istituto Superiore di Sanità ha stimato che il 10% dei circa 31.000 casi di tumore ai polmoni che si registrano ogni anno in Italia è attribuibile proprio al radon.

La direttiva 2013/59/Euratom prevede l’introduzione di livelli riferimento inferiori a 300 Bq/m3.

Sono i valori indicati dalla normativa italiana per gli ambienti di lavoro, nei quali vige ancora il Decreto legislativo 26/05/00 che stabilisce un limite di 500 Bq/m3. Si tratta di un valore decisamente superiore a quello proposto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che raccomanda un livello medio di riferimento pari a 100 Bq/m3. Per quanto riguarda le nostre abitazioni, in Italia fino ad oggi non esiste ancora una normativa specifica di riferimento.

Cos’è il radon

Si tratta di un agente cancerogeno (l’Organizzazione Mondiale della Sanità, attraverso l’Iarc, l’ha classificato nel Gruppo 1, come fumo e amianto), la cui esposizione nei luoghi chiusi aumenta il rischio di contrarre un tumore polmonare. L’entità del rischio dipende dalla concentrazione di radon a cui si è esposti e dalla durata dell’esposizione. In ogni caso, a parità di condizioni di esposizione al radon, i fumatori sono più a rischio dei non fumatori.

Per la maggior parte, il radon che viene inalato è espirato per la quasi totalità prima che decada.

Una piccola quantità andrà nei polmoni, nel sangue e negli altri organi. I prodotti di decadimento inalati, per lo più attaccati al particolato, vanno a finire sulle pareti dell’apparato respiratorio. Da qui procedono verso le cellule dei bronchi. Quindi il radon funziona un po’ come “trasportatore” dei suoi prodotti di decadimento. Sono questi i principali responsabili del danno biologico.

Radon

La principale fonte di questo gas è il terreno. Tra le altre fonti si individuano materiali da costruzione (soprattutto di origine vulcanica, come tufo o graniti) e l’acqua. Da queste fonti il gas fuoriesce e si disperde nell’ambiente, accumulandosi in locali chiusi. E’ quindi individuabile in abitazioni, nelle scuole e nei luoghi di lavoro.

Inoltre ci sono ospedali che producono il radon per uso terapeutico. Questo è possibile attraverso un pompaggio del suo gas da una sorgente di radio e immagazzinandolo in piccoli tubi. Nonostante la pericolosità, in Italia si usa anche procedere alla sua inalazione a scopi terapeutici per le vie respiratorie, soprattutto nei centri termali.

Come ridurre il rischio

Se si è fumatori è necessario smettere di fumare. E’ ormai appurato che il rischio di tumore polmonare connesso all’esposizione al radon è molto più elevato per i fumatori. Inoltre, è utile misurare la concentrazione di radon nella propria abitazione. Nel caso risultasse equivalente a un livello piuttosto alto, bisognerebbe procedere a ridurla con specifiche azioni di risanamento. È consigliabile poi una ventilazione frequente degli ambienti ed evitare di fumare nei luoghi chiusi.

Sigillatura di crepe e fessure, depressurizzazione del terreno, aspirazione dell’aria interna, pressurizzazione dell’edificio, ventilazione del vespaio e impermeabilizzazione del pavimento. Sono queste alcune delle operazioni più utili e radicali per abbassare la quantità di radon presente nell’aria. Nel caso della costruzione di nuovi edifici, è bene accertarsi che siano state prese misure adatte a evitare l’ingresso del radon. Tra queste, è necessario accertarsi della predisposizione di vespai areati, di pavimenti galleggianti e l’isolamento di cantine e seminterrati.

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Asia Angaroni
Leva 1996, varesotta di nascita milanese di adozione. Dall’amore per la stampa e la verità alla laurea in Comunicazione. Amante della letteratura e dell’arte, alla ricerca costante di sapienza e cultura. Appassionata di cronaca sportiva e di inchieste, desiderosa di fare della parola il proprio futuro.
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