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Raggi interrogata dai pm. E in Campidoglio scoppia un nuovo caso
Cronaca

Raggi interrogata dai pm. E in Campidoglio scoppia un nuovo caso

La candidata sindaco di Roma del Movimento 5 Stelle, Virginia Raggi, ospite del programma Rai "Porta a porta", condotto da Bruno Vespa, Roma, 01 marzo 2016. ANSA/GIORGIO ONORATI

Virginia Raggi è stata sentita oggi dai pm che indagano sulla nomina del fratello di Raffaele Marra. E, intanto, scoppia il caso per una polizza vita stipulata in suo favore da Romeo.

Resta nell’occhio del ciclone il sindaco capitolino Virginia Raggi. Sentita oggi dai pm nell’ambito dell’inchiesta sulla nomina di Renato Marra, fratello dell’ex capo del personale del comune di Roma, alla guida della Direzione Turismo, la Raggi avrebbe un altro scheletro nell’armadio. Secondo uno scoop de L’Espresso e Il Fatto Quotidiano, che hanno pubblicato la notizia mentre l’interrogatorio del sindaco era in corso, al primo cittadino capitolino sarebbero state poste delle domande anche in merito alla polizza vita da 30mila euro stipulata in suo favore da Salvatore Romeo prima di essere nominato capo della segreteria politica.

L’interrogatorio fiume della Raggi, indagata con l’accusa di abuso d’ufficio e falso, è durato oltre otto ore. Il sindaco di Roma, assistito dall’avvocato Alessandro Mancori, ha risposto alle domande del procuratore aggiunto Paolo Ielo e del sostituto Francesco Dall’Olio in una struttura esterna alla Procura, mantenuta segreta per evitare l’assalto di fotografi e microfoni.

Il primo cittadino avrebbe dovuto presentarsi davanti ai pm lunedì, ma l’incontro è stato poi rinviato a oggi.

Mentre la vicenda della nomina del fratello di Raffaele Marra è ancora nel vivo, la Raggi deve fare i conti con un nuovo caso. Stando a quanto riportato da L’Espresso e Il Fatto, il sindaco sarebbe beneficiario di una polizza vita dell’ammontare di 30mila euro stipulata da Salvatore Romeo qualche mese prima delle elezioni comunali.

Romeo, che era un funzionario del comune con uno stipendio di circa 39mila euro lordi annui, avrebbe stipulato una decina di polizze per un totale di circa 100mila euro. Ciascuna di esse sarebbe intestata a un esponente del Movimento 5 Stelle. L’ipotesi giornalistica è che non sarebbe, dunque, casuale la sua successiva nomina a capo della segreteria di Virginia Raggi, bensì il risultato di un do ut des. Per questa mansione lo stipendio di Romeo è arrivato a 110mila euro lordi annui e ci è voluto l’intervento dell’Anac di Raffaele Cantone, che aveva aperto un’indagine a seguito delle polemiche che la nomina aveva provocato, perché la cifra scendesse a 93mila.

Se le nuove accuse filtrate attraverso la stampa dovessero dare corpo a un ulteriore capitolo d’inchiesta, per la Raggi la situazione si complicherebbe ulteriormente, soprattutto dal punto di vista politico.

La sua posizione, infatti, diventerebbe sempre meno difendibile, perfino per gli esponenti M5S a lei più vicini. Si evidenzierebbe che tutti e tre i suoi collaboratori più stretti – l’ex vicesindaco Frongia, Marra e Romeo – sono al centro di vicende poco chiare e la magistratura già adesso ha messo in questione la legittimità praticamente di tutte le nomine decise dal primo cittadino. Le quali, per altro, sono ampiamente state contestate anche dall’interno del Movimento, soprattutto da Roberta Lombardi.

Il rischio è che, anche se sul fronte giudiziario le cose dovessero finire bene per il sindaco e i suoi collaboratori, le troppe cose taciute da Virginia Raggi creino una divisione insanabile all’interno della maggioranza capitolina, che potrebbe portare Beppe Grillo a ritirare la fiducia al primo cittadino.

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