Raid anti-Isis, uccisi oltre 100 minori
Raid anti-Isis, uccisi oltre 100 minori
Esteri

Raid anti-Isis, uccisi oltre 100 minori

100 minori uccisi
Aereo della coalizione anti-Isis a guida USA

La TV panaraba Al-Arabiya annuncia che la Coalizione a guida USA avrebbe ucciso in raid “100 minori” bombardando un campo di addestramento dell’Isis. Tuttavia per ora niente conferme.

La notizia di Al-Arabiya

Vittime innocenti

La nota emittente satellitare panaraba saudita Al-Arabiya, con sede a Dubai negli Emirati Arabi Uniti, ha annunciato che durante un raid anti-Isis della Coalizione con a capo gli Stati Uniti in un campo di addestramento dell’organizzazione terroristica nella zona della città di Deir ez Zor, città siriana sull’Eufrate al confine con l’Iraq – tristemente ricordata per essere stata destinazione finale delle marce della morte durante il Genocidio Armeno tra il 1915 e il 1916, durante la Prima Guerra Mondiale – sono stati uccisi “cento minori”. Tuttavia per ora non ci sono conferme ufficiali, non è nemmeno chiaro se le giovanissime vittime si trovassero all’interno del campo. Quel che è certo, è il conflitto continua dal 2011.

Armi in pugno

Incontri diplomatici martedì e mercoledì

Discussione sulla Siria

Continuano comunque gli incontri diplomatici che mirerebbero ad un cessate il fuoco duraturo tra le parti. I tre Paese “garanti”, Iran, Russia e Turchia – i primi due sostenitori del regime di Bashar al-Assad – si incontreranno martedì e mercoledì a Teheran.

L’ultima volta che si erano messi attorno ad un tavolo ad Astana, capitale del Kazakistan, era il 6 luglio scorso.

Si dimette dalla Commissione indipendente ONU Carla Del Ponte

Verso le dimissioni

In queste ore è giunta la notizia delle dimissioni da membro della Commissione indipendente ONU sulla Siria Carla Del Ponte, ex procuratrice dell’Aja per l’ex Jugoslavia e per il genocidio in Ruanda che era amica di Giovanni Falcone. La Del Ponte, mentre è in corso il Festival di Locarno, accusa il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di non fare “l’unica mossa necessaria: istituire un tribunale internazionale che individui e condanni i colpevoli degli orrendi crimini compiuti in quel paese da tutte le parti belligeranti”. “Nè in Ruanda nè in ex Jugoslavia ho mai visto cose così gravi come quelle che stanno accadendo in Siria – prosegue – è una grande tragedia, non esiste ancora un tribunale”. Punta quindi il dito sia contro la Russia, che sostiene anche militarmente il regime di Assad, sia contro l’ambiguità degli USA, che all’inizio appoggiavano i ribelli ed ora tollerano il dittatore, essendosi messi alla testa della Coalizione anti-Isis ma nello stesso tempo causando a loro volta numerosi morti innocenti come forse è successo a Deir ez-Zor.

“Se restassi” – ha spiegato la Del Ponte – illuderei le vittime di una sporca guerra in cui le lacrime per i bambini trucidati dalle bombe sono soltanto fittizie”. Così la diplomatica ha annunciato che parteciperà all’ultima sessione del Consiglio dei Diritti Umani a Ginevra e poi le sue dimissioni diventeranno effettive.

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