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Raoul Bova parla dopo la condanna: “Spero di recuperare la mia dignità”

Roul Bova ha rotto il silenzio dopo la condanna a un anno e sei mesi per un reato di natura fiscale: "Sono anni che subisco controlli"

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È passata una settimana dalla decisione del giudice del tribunale di Roma che ha condannato Raoul Bova a un anno e 6 mesi per un reato di natura fiscale. L’attore, adesso, racconta la sua versione dei fatti attraverso un post pubblicato sul suo profilo Instagram.

Così Raoul Bova ha rotto il silenzio per la prima volta dopo la sentenza. “Il silenzio, in alcuni casi, suona come una condanna. È per questo che voglio precisare alcuni fatti”, si legge sul profilo Instagram del noto attore. “È da anni che subisco continui controlli, sequestri preventivi, interrogatori e richieste di pagamento da parte dell’Agenzia delle Entrate. Tutte sono risultate e giudicate poi infondate”.

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L’attore precisa poi di aver sempre pagato il dovuto e che non è stato condannato per evasione fiscale né per altri tipi di reato. Dice di essere stato condannato in primo grado solo a causa di un contratto che ho stipulato con la sua società di produzione. La stessa che curava e gestiva, in assoluta trasparenza, la sua immagine. Il contratto era pertanto lecito e usato nel medesimo modo da moltissimi protagonisti del mondo dello spettacolo, sia in Italia che all’estero.

Raoul Bova rompe il silenzio dopo la sentenza

Il tribunale penale di Roma ha ritenuto tale contratto illecito, continua Bova. Il contratto gli era stato suggerito e gestito dal suo commercialista dell’epoca. Altri giudici, quelli tributari di Roma, lo avevano considerato a tutti gli effetti valido. “Sono colpevole solo di non essermi laureato in Economia e Commercio. E di non essere stato in grado di gestirmi da solo la contabilità.

Mi sono affidato a un professionista che, per quanto nelle mie conoscenze, ha operato in completa trasparenza. Vedremo quello che succederà nei prossimi gradi di giudizio”.

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Raoul Bova spera che i giudici dell’Appello possano dare spazio alla certezza del diritto. Così come spera che la sua dignità, trascurata e addirittura calpestata in modo totalmente ingiusto, ritorni ad assumere il rispetto che merita. Se lo augura anche da parte dei poteri mediatici, che lo hanno trattato, secondo lui, come se fosse un delinquente comune e un truffatore fiscale. Raoul si dice in particolare dispiaciuto per il coinvolgimento della mia famiglia. E perché questa vicenda ha provocato la rottura di suoi importanti contratti pubblicitari.

Raoul Bova conclude il suo lungo sfogo dicendosi fiducioso nei confronti della giustizia. “Malgrado tutto, ho fiducia nella giustizia. Attendo che i miei diritti e la mia immagine vengano ripristinati da una giusta sentenza nel rispetto dei tempi e delle regole”. Il messaggio, però, è stato pubblicato ma poi rimosso dal suo profilo Instagram.

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