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Rapporti Lega-Russia, coinvolto anche il senatore Paolo Tosato: il Carroccio smentisce

Anche Paolo Tosato sarebbe coinvolto nei rapporti Lega-Russia che sono emersi nel 2019.

Il senatore Paolo Tosato

L’inchiesta sui rapporti Lega-Russia è iniziata nel 2019 ed ha coinvolto non solo l’Italia, ma la maggior parte dei Paesi nazionalisti dell’Ue come: Germania, Austria, Olanda. Ad occuparsi della nostra Nazione è stato L’Espresso.

Rapporti Lega-Russia, coinvolto anche Paolo Tosato

Il principale indiziato, finito nel mirino della stampa, è stato Giancluca Savoini, presidente dell’associazione indipendente Lombardia-Russia. Savoini aveva un rapporto molto stretto con Matteo Salvini, leader della Lega. Savoini si occupava principalmente dei fondi russi che servivano a finanziare la Lega. A tal proposito fu anche aperto un fascicolo con l’ipotesi di reato di corruzione internazionale.

Il presunto ruolo del senatore leghista

Ma come è collegato Savoini con Tosato? Il senatore Paolo Tosato era una sorta di intermediario tra Italia e Russia. Il compito del senatore Tosato era quello di fare propaganda pro Russia in parlamento.

Da alcuni documenti resi noti sempre da L’Espresso, ce n’è uno che riporta una comunicazione tra Tosato ed una collaboratrice del miliardario russo Konstantin Malofeev, fedelissimo di Vladimir Putin. In tale comunicazione si parlava di 20mila euro. Bisogna aggiungere, come riporta Fanpage, che nel 2016, Tosato, chiese al governo italiano di annulare le sanzioni alla Federazione Russa. Tutto questo due anni dopo l’invasione della Crimea.

La risposta della Lega

La Lega ovviamente ha smentito tutto ciò, dicendo che Paolo Tosato non ha mai percepito alcun compenso dalla Russia. Per quanto riguarda invece la richiesta di sospensione delle sanzioni, Tosato avrebbe agito solo per l’interesse economico dell’Italia, in quanto voleva “ricevere rassicurazioni sulle esportazioni italiane verso Est“.

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