Reato turbativa d'asta, cos'è e cosa si rischia
Reato turbativa d’asta, cos’è e cosa si rischia
Economia

Reato turbativa d’asta, cos’è e cosa si rischia

reato turbativa d'asta
reato turbativa d'asta

Il reato turbativa d'asta è un comportamento che impedisce le gare sia con minacce che con l'eliminazione degli offerenti. Si rischia galera e multe.

Il reato turbativa d’asta è un comportamento volontario che impedisce le gare nei pubblici incanti e nelle licitazioni private. Questo può avvenire sia tramite promesse e minacce che tramite l’allontanamento degli offerenti. Per questo reato si rischiano sia la galera che multe molto onerose.

Reato turbativa d’asta: in cosa consiste

Il reato turbativa d’asta è una pratica fraudolenta che si registra in Italia ma anche in altri Paesi. Tutti i membri dell’OCSE, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, hanno delle norme molto severe che servono a regolamentare le trattative delle aste pubbliche. La pratica del reato turbativa d’asta è più frequente negli appalti in cui sono presenti poche ditte specializzate poiché i pochi partecipanti si possono organizzare prima del pubblico incanto. Il pubblico incanto è un’asta giudiziaria che si svolge davanti al giudice dell’esecuzione in sale pubbliche. L’asta avviene per offerte al rialzo, quindi uguali o superiori al prezzo di partenza.

Per evitare speculazioni e danni, quando si partecipa a un’asta pubblica le imprese che partecipano a quest’ultima vengono prese in un numero più elevato.

La legge che lo regola

La norma che controlla il reato turbativa d’asta è l’art. 353 del codice penale. Questo articolo del codice penale chiarisce che chi avrà commesso suddetto reato viene punito con la reclusione che può durare dai sei mesi ai cinque anni e con una multa dal valore che varia tra centotré e milletrentadue euro. Questa intromissione non va a scapito della pubblica amministrazione che si occupa dell’asta ma a scapito dei concorrenti della gara stessa.

Per evitare che le aziende organizzino una sorta di accordo, dei funzionari che si occupano di aste pubbliche studiano le informazioni sulle imprese partecipanti: controllare lo storico di un’azienda, cioè i comportamenti che essa ha avuto durante altre gare d’appalto può mettere in guardia su eventuali tentativi di reato. Per conoscere in maniera approfondita la storia delle aziende coinvolte nelle gare pubbliche e per individuare possibili reati o altre illeciti servono sia consulenti e garanti durante l’asta pubblica che una formazione continua, in questo modo le aste pubbliche si possono svolgere in maniera trasparente.

L’ultimo presunto caso di reato di turbativa d’asta riguarda il noto attore comico napoletano Biagio Izzo. Questo è accusato di volersi riprendere una moto e una macchina che gli erano state pignorate rendendole di nuovo disponibili alla sua persona.

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