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Recovery plan, Draghi convoca il CdM sabato 24 aprile alle ore 10

Il vista del via libera per il Recovery Plan, il Premier Mario Draghi ha convocato il CdM sabato 24 aprile 2021 alle ore 10.

Recovery Plan Draghi CdM

È atteso alle ore 10 il consiglio dei Ministri a Palazzo Chigi e convocato dal Premier Mario Draghi al fine di esaminare gli ultimi dettagli del Recovery Plan, che dovrà ottenere il via libera prima di essere inviato a Bruxelles entro la fine del mese di aprile.

Il Piano nazionale di ripresa previsto dal Governo Draghi include l’impiego di ben 221 miliardi, di cui 191,5 sono legati al recovery fund. L’obiettivo è la crescita di 3 punti del PIL entro il 2026.

Nella bozza lunga 318 pagine non sono contenute soltanto misure volte a ripianare i danni creati dall’emergenza sanitaria, ma anche a ristrutturare a fondo l’economia italiana, già fragile. Tra le misure attese la modernizzazione del mercato del lavoro, la giustizia, ma anche la riforma del fisco.

Recovery Plan, Mario Draghi convoca il CdM

Giustizia, fisco, infrastrutture, sanità, istruzioni… questi alcuni dei comparti su cui si andrà ad intervenire attraverso il piano nazionale di ripresa e resilienza e una volta ottenuto il via libera del Recovery Plan. “Il Pnrr è parte di una più ampia eambiziosa strategia per l’ammodernamento del Paese. Il governo intende aggiornare e perfezionare le strategie nazionali in tema di sviluppo e mobilità sostenibile; ambiente e clima; idrogeno; automotive; filiera della salute”, le parole del Premier Mario Draghi nell’introduzione della bozza del piano di ripresa.

Il Premier Draghi ha inoltre evidenziato quale dovrà essere il ruolo dell’Italia e quali obiettivi dovrà porsi: “una struttura di coordinamento centrale presso il ministero dell’Economia” che “supervisiona l’attuazione del piano ed è responsabile dell’invio delle richieste di pagamento alla Commissione Ue”.

Confermato stop a quota 100

Tra le misure attese la conferma dello stop alla “Quota 100” varata dal Governo Conte. Saranno inoltre creati 228 mila posti in asili nido e scuole dell’infanzia.

Previsti 225 miliardi per ammodernare la rete ferroviaria. Ultimo ma non meno importante l’innovazione nei sistemi dei servizi al cittadino grazie alla creazione di una piattaforma unica.

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