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Recovery Plan, il Premier Draghi alla Camera: “Nel Pnrr c’è il destino del Paese”

Il presidente del Consiglio Mario Draghi sta presentando alla Camera il Recovery Plan: domani sarà a Palazzo Madama.

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Alle ore 16 di oggi, lunedì 26 aprile 2021, il Premier Draghi ha iniziato a illustrare il Recovery Plan alla Camera dei Deputati. Il testo è stato approvato dal Consiglio dei Ministri e avrebbe ricevuto il disco verde da Bruxelles.

Martedì 27 alle 11 dovrebbe iniziare la discussione a Montecitorio e mercoledì pomeriggio quella al Senato (dopo l’intervento del capo del governo previsto in mattinata) che porterà alla votazione finale. Entro il 30 aprile verrà recapitato in Europa.

Recovery Plan: Draghi alla Camera

Nel parlare subito dopo gli interventi dei singoli gruppi parlamentari, il presidente del Consiglio Draghi ha dichiarato: “Sbaglieremmo tutti a pensare che il Pnrr, pur nella sua storica importanza, sia solo un insieme idi progetti di numeri, obiettivi e scadenze.

Metteteci dentro le vite degli italiani, dei giovani, delle donne e dei cittadini che verranno”.

Draghi ha poi aggiunto:Nell’insieme dei programmi c’è soprattutto il destino del Paese, la misura di quello che sarà il suo ruolo nella comunità internazionale. Non è solo una questione di reddito, ma anche di valori civili”.

Gli obiettivi del Pnrr

Come illustrato dal presidente del Consiglio, il piano sarà articolato su tre obiettivi principali: “Il primo, con un orizzonte temporale ravvicinato, risiede nel riparare i danni economici e sociali della crisi pandemica.

[…] Le misure di sostengo all’occupazione hanno attutito l’impatto sociale della pandemia, tuttavia questo si è sentito soprattutto sulle fasce più deboli della popolazione”.

Da qui, Draghi è passato poi agli obiettivi di medio-lungo periodo: “Il piano affronta alcune debolezze che affliggono la nostra economia da decenni: il perdurante divario territoriale, la disparità di genere, la debole crescita della produttività e il basso investimento in capitale umano e fisico. […] Infine le risorse del piano contribuiscono a dare impulso a una compiuta transizione ecologica.

Il denaro stanziato nel piano

Il premier ha in seguito confermato la mole di denaro che verrà stanziata con il Pnrr e il finanziamento complementare stanziato dal governo: “Le riforme sono organizzate in sei missioni, monitorabili su una piattaforma elettronica. […] Le risorse fornite sono pari a 191,5 miliardi. Il governo ha deciso di stanziare ulteriori 30,6 miliardi per il finanziamento di un piano nazionale complementari da affiancare al dispositivo europeo. Questo piano finanzia progetti coerenti con il Pnrr, che tuttavia eccedevano il tetto di risorse disponibili con il meccanismo europeo”.

A questo, Draghi ha poi aggiunto specificando: “Inoltre sono stati stanziati entro il 2032 ulteriori 26 miliardi destinati alla realizzazione di opere specifiche. Queste includono la linea ferroviaria ad alta velocità Salerno-Reggio Calabria, e l’attraversamento di Vicenza relativo alla linea ad alta velocità Milano-Venezia”.

Recovery Plan: le anticipazioni

A sbloccare l’iniziale impasse sul PNRR che aveva portato allo slittamento del Cdm sarebbe stata una telefonata tra la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il Premier italiano. Intervenendo in prima persona, il presidente del Consiglio avrebbe sciolto alcuni nodi legati ad una serie di passaggi del piano. Tra questi il capitolo delle riforme che l’Italia dovrà attuare per accompagnarlo.

Il piano, come precisato da una nota di Palazzo Chigi, si inserisce all’interno del programma Next Generation EU, vale a dire il pacchetto da 750 miliardi di euro concordato dall’Unione Europea in risposta alla crisi pandemica. Per quanto riguarda l’Italia, il Recovery Plan prevede investimenti per 191,5 miliardi di euro. A questi si aggiungono 30,6 miliardi di risorse nazionali ricavate tramite lo scostamento di bilancio. In totale gli investimenti ammonteranno dunque a 222,1 miliardi.

Le riforme previste dal piano toccano diversi ambiti, dalla pubblica amministrazione alla giustizia, dalla semplificazione normativa alla concorrenza. Si tratta, come spiegato da Palazzo Chigi, di “un intervento epocale che intende riparare i danni economici e sociali della crisi pandemica. Ma anche contribuire a risolvere le debolezze strutturali dell’economia italiana e accompagnare il paese su un percorso di transizione ecologica e ambientale“.


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