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Recovery Plan, la Camera lo approva: confermato Superbonus fino al 2023

La Camera dei Deputati ha approvato il Recovery Plan con 442 voti a favore, 19 contrari e 51 astenuti. Nel pomeriggio Draghi ha illustrato il piano in Senato.

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Dopo la presentazione del PNRR da parte del premier Mario Draghi, la Camera dei Deputati ha approvato la risoluzione della maggioranza con 442 voti favorevoli, 19 contrari e 51 astenuti. Nella mattinata del 27 aprile, il Premier Draghi ha pronunciando la sua replica prima di passare a illustrare il piano anche in Senato, nel pomeriggio: a chi lo ha accusato di aver lasciato troppo poco tempo per la discussione in Parlamento, ha risposto che “se si presenta prima il piano si ha accesso subito ai fondi del Recovery, altrimenti bisogna aspettare“.

Recovery, la Camera approva il piano

Proprio in merito alle tempistiche ristrette per l’approvazione del Recovery le critiche più dure sono giunte dagli esponenti di Fratelli d’Italia, con la segretaria Giorgia Meloni che ha così replicato alle parole di Draghi annunciando l’astensione del suo partito: “Un partito serio non vota un piano così in assenza di risposte e non accetta il metodo di un piano chiuso per mesi nel cassetto.

[…] Per questo noi dobbiamo astenerci adesso da ogni giudizio e quando sarà compiuto il nostro giudizio, le garantisco presidente che sarà libero e non viziato da interessi di parte.

Recovery: la replica di Draghi alla Camera

Alcuni di voi hanno sottolineato la ristrettezza dei tempi per discutere del Piano e il limitato coinvolgimento del Parlamento. Mi dispiace molto per la ristrettezza della discussione, ma la scadenza del 30 aprile non è mediatica: se si presenta prima il piano si ha accesso subito ai fondi, altrimenti bisogna aspettare.

La Commissione andrà sul mercato per cercare i fondi intorno a maggio e giugno e poi ci sarà una pausa estiva. Comunque il dialogo non è finito qui, il contributo del Parlamento è solo all’inizio. Tutte queste riforme infatti saranno realizzate con atti legislativi in cui il Parlamento avrà un ruolo determinante.

La vera sfida non appena consegneremo il Piano, è quella di trovare un modo di attuazione dove amministrazioni locali e governo centrale trovino uno schema di governo. Questo sarà il vero governo, non tanto quello che succede a Palazzo Chigi. Sono gli enti locali a conoscere davvero il territorio“.

Recovery, Draghi: “Stanziamenti per donne e giovani”

Quanto alla mancanza di risorse sufficienti su donne e giovani, Draghi si è così espresso: “La mia premessa generale è che questo Piano prevede stanziamenti molto corposi, che permettono investimenti che sarebbero stati impensabili fino a poco fa. Ai giovani dobbiamo garantire welfare, una casa e un’occupazione sicura. È un Piano che deve guardare al futuro e che prevede anche importanti misure a sostegno delle donne lavoratrici. Abbiamo un tale arretrato che dobbiamo porci obiettivi ambiziosi.

Poi abbiamo avuto osservazioni su cultura e turismo, ma sottolineo che a questi settori sono dedicati otto miliardi di euro. Noto inoltre che sono arrivate osservazioni apparentemente opposte circa la transizione ambientale. Alcuni temono che possa far danno al nostro sistema industriale esistente. Altri chiedono che essa permei ogni ambito di intervento. Personalmente, credo sia una contraddizione facile da sciogliere. Il governo è convinto che la transizione ecologica debba riguardare tutti i settori produttivi. Infatti essa è una priorità trasversale del nostro Piano. Il Pnrr alloca circa il 40% delle risorse ad obiettivi climatici. Allo stesso tempo, siamo convinti che la transizione ambientale sia un motore di sviluppo e di occupazione, soprattutto per i giovani“.


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