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Reddito alimentare proposto dal Pd: cos’è e come funziona

Il 22,3% della popolazione è a rischio povertà e la crisi alimentare entra nella campagna elettorale. Scopriamo cos'è il reddito alimentare proposto del Pd.

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Il 22,3% della popolazione è a rischio povertà e la crisi alimentare entra nella campagna elettorale. Scopriamo cos’è il reddito alimentare proposto dal Pd.

L’insicurezza alimentare è in aumento

La guerra in Ucraina e la crisi del grano hanno alimentato la tensione per la crisi alimentare a livello globale. In Italia tante persone non hanno accesso a un’alimentazione di qualità. Secondo uno studio, le persone a rischio di povertà alimentare sono il 22,3% della popolazione. Un problema che riguarda soprattutto le donne e i bambini. L’insicurezza alimentare per i giovani è pericolosa, perché limita le possibilità di crescita e sviluppo.

Nonostante l’insicurezza alimentare, però, gli sprechi sembrano non diminuire. Ogni anno in Italia vengono buttati via 67 kg di alimenti per abitante, per un totale di 4 milioni di tonnellate. Nel rapporto sugli obiettivi di sviluppo sostenibile per l’Italia 2030, l’Istat ha spiegato che l’1,6% delle famiglie italiane presentava segnali di insicurezza alimentare e dichiarava che in alcuni periodi dell’anno non aveva denaro sufficiente per comprare cibo e di non potersi permettere un pasto proteico almeno due volte a settimana.

La situazione dei bambini è drammatica. Nella fascia 3-5 anni, quasi uno su tre è sovrappeso. Al Sud la situazione è ancora più grave. 

Reddito alimentare proposto dal Pd: cos’è e come funziona

Garantire l’accesso al cibo a tutti è uno dei punti del programma del Partito Democratico, in cui viene proposto anche il reddito alimentare. “La nostra idea parte da due elementi: il primo è garantire l’accesso al cibo per tutti e favorire un’alimentazione di qualità specie per i bambini e i ragazzi in età evolutiva” hanno spiegato.

Un vero Piano nazionale per il cibo che delinei la strategia complessiva del Paese riguardo il tema della produzione, distribuzione, spreco alimentare, povertà, valore del cibo e sostenibilità dei sistemi alimentari. Il piano servirà a semplificare l’iter di avvio di un’azienda agricola e l’accesso ai terreni inutilizzati, favorire gli investimenti che proteggono le attività agricole e le colture dagli effetti del cambiamento climatico, garantire reddito e servizi adeguati a chi lavora in agricoltura. 

Il piano prevede anche di garantire l’accesso universale e gratuito di bambini alle mense scolastiche. Inoltre, prevede l’introduzione di una forma di reddito alimentare, con un sistema digitale che permetta alle persone di iscriversi e ricevere mensilmente un numero di pacchi alimentari, tramite il recupero del cibo che rischia di essere sprecato. Il Pd vuole rilanciare la legge anti-spreco, inserendo la possibilità di donare cibo avanzato. “Le famiglie sotto una certa soglia Isee potranno scaricare una applicazione su cui verificare a quanti e quali pacchi alimentari si ha diritto. I pacchi saranno raccolti dalla grande distribuzione e portati nei centri logistici. Un sistema che, per quanto ci risulta, non ha corrispettivi in Europa, ma che valorizzerà l’esperienza decennale del Terzo Settore nel campo degli aiuti alimentari alle famiglie, una peculiarità tutta italiana” ha spiegato lo staff.

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