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Reddito di cittadinanza, Beppe Grillo: “Chi lo svilisce offende 3 milioni di italiani”

Il Reddito cittadinanza è stato rifinanziato e Beppe Grillo lo difende sul suo blog: "Chi lo attacca offende 3 milioni di italiani".

Reddito cittadinanza Beppe Grillo

Beppe Grillo, il garante del Movimento 5 Stelle, è tornato ad animare le pagine del suo blog commentanto i ricenti sviluppi che hanno riguardato il Reddito di cittadinanza, da sempre misura bandiera dei pentastellati. È “una delle idee più rivoluzionarie di questo paese”, scrive Grillo che poi sottolinea come “ogni critica al reddito di cittadinanza non è un attacco al M5S, ma un’offesa a oltre 3 milioni di persone che fino a ieri non riuscivano a mettere insieme il pranzo con la cena, e che finalmente non si sentono più invisibili”.

Reddito di cittadinanza, la difesa di Beppe Grillo

L’intervento del garante del M5s è dovuto a quanto approvato nel tardo pomeriggio di ieri, 19 ottobre, dal Consiglio dei ministri nel documento programmatico di bilancio. In questo il Reddito di cittadinanza è stato confermato e rifinanziato, ma subirà delle modifiche atte ad evitare che i fondi vadano a chi non ne ha diritto.

Beppe Grillo difende il Reddito di cittadinanza

Beppe Grillo definisce il Reddito di cittadinanza “una delle riforme sociali più importanti della storia della nostra repubblica” e per dar sostanza alle sue parole fa riferimento ai dati, agli “1,36 milioni di nuclei beneficiari, per oltre 3 milioni di persone”. “La maggior parte di queste persone – scrive Grillo – oltre i 2/3, non sono occupabili. Le altre hanno scarse qualifiche, istruzione bassa, in prevalenza licenza media ed elementare”.

Da qui l’esigenza di muovere la misura non solo verso la semplice assistenza, ma anche verso la formazione.

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Beppe Grillo sul Reddito cittadinanza

ll garante del M5s si sofferma poi anche sui controlli e sul fatto che il RdC sia stato percepito anche da persone che non ne avevano diritto.

Per Grillo non è così, o meglio a suo dire si tratterebbe di “una delle misure più controllate” grazie alle verifiche incrociate ex ante ed ex post e questo farebbe sì che solo “l’1% di prestazione RdC” sarebbe “irregolarmente spesa ad oggi”. 

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