Referendum Catalogna: Guardia Civil sequestra urne, scontri con la polizia
Referendum Catalogna: Guardia Civil sequestra urne, scontri con la polizia
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Referendum Catalogna: Guardia Civil sequestra urne, scontri con la polizia

scontri in catalonia
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Scontri nei seggi di Girona dopo l'arrivo di agenti della Guardia Civil spagnola che hanno sequestrato i seggi. Qui avrebbe dovuto votare il presidente catalano

Mattinata di forte tensione in Catalogna. Nonostante la pioggia erano in migliaia già nella notte le persone giunte fuori dai seggi elettorali di Barcellona e Girona per esprimere il proprio voto sul referendum per l’indipendenza dalla Spagna. Ma proprio a Girona, nel seggio di Sant Julia de Rumis dove il presidente catalano Carles Puigdemont avrebbe dovuto votare intorno alle 9.15, sono intervenute decine di agenti della Guardia Civil spagnola in tenuta anti-sommossa, facendo irruzione all’interno dell’edificio allo scopo di sequestrare le urne. Alle 9 diversi collegi elettorali in tutta la Catalogna hanno avviato le operazioni di voto ma, proprio come accaduto a Girona, in alcuni seggi è intervenuta la polizia spagnola inviata da Madrid per fermare un referendum definito illegale perchè non autorizzato.

Le persone stanno cercando di protestare pacificamente ma non sono mancati scontri ed episodi di forte tensione, in particolare quando in molti si sono sdraiati in mezzo alla strada per fermare il passaggio dei mezzi della polizia, che di contro li ha trascinati via a forza.

Gli agenti spagnoli hanno usato la forza, dunque, allontanando anche la stampa per poi spostare i cittadini che, uniti in un folto gruppo, cercavano di proteggere il seggio; nel corso dell’irruzione della polizia, avvenuta nel collegio Freire del quartiere di Roquetes a Barcellona, è rimasta ferita un’anziana.

feriti in catalogna

Oltre 10mila agenti della Guardia Civil inviati da Madrid, alta tensione

Il governo di Madrid ha inviato oltre 10mila uomini della Guardia Civil e decine di mezzi antisommossa, lo spazio aereo è stato chiuso su tutta la regione fino al 3 ottobre. La protesta catalana però cerca di essere pacifica in quella che, come sottolineato dal governo catalano, dovrebbe essere una domenica di pace e democrazia, il massimo sarà sdraiarsi in strada per fermare o rallentare l’accesso dei poliziotti.

La situazione però è di altissima tensione e una qualsiasi scintilla potrebbe far scatenare il caos. “Un capo di governo codardo ha inondato di polizia la nostra città.

Barcellona, città di pace, non ha paura”, ha dichiarato il sindaco. Ma dal prefetto spagnolo arriva l’accusa di un”escalation irreponsabile da parte delle autorità catalane’. Attivisti indipendentisti avrebbero trascorso l’intera notte sorvegliando i seggi che hanno poi aperto alle 9 per il referendum sull’indipendenza.

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