×

Referendum in Svizzera sui matrimoni gay: si va verso il si

Referendum in Svizzera sui matrimoni gay: si va verso il si e in alcuni cantoni i risultati sono già definitivi con i conservatori battuti "due volte"

La Svizzera dice si ai matrimoni gay

Referendum in Svizzera sui matrimoni gay: si va verso un convinto si, almeno stando alle prime proiezioni ufficiali che darebbero per certa l’approvazione del quesito sul matrimonio civile per tutti che di fatto apre alle nozze per le coppie omosessuali.

Il 64% della popolazione pare abbia detto si alla norma che aveva gaià avuto un passaggio parlamentare ma che necessitava del suggello della volontà popolare secondo criterio di maggioranza. In alcuni cantoni, come quello di Glarona, i risultati sarebbero addirittura definitivi con il 61,12% dei voti favorevoli, o come in quello di Nidvaldo, dove il si ha raggiunto quota 61,57%

Si della Svizzera ai matrimoni gay: la legge trova conferma nella volontà popolare

Attenzione, val la pena precisarlo: le nozze omosessuali sono state già approvate dal parlamento elvetico nel 2020, ma si era posta una questione legata all’azione di “disturbo” dei partiti conservatori che avevano raccolto firme sufficienti per indire una consultazione referendaria ed affidare alla volontà popolare una legge che li aveva visti battuti nella sede istituzionale primaria; ecco, a farla breve i conservatori sono stati battuti un’altra volta, stavolta quella definitiva. 

Matrimoni gay, il si della Svizzera era già intuibile dai sondaggi

Malgrado quelle 50mila firme raccolte per boicottare la legge i sondaggi che davano la popolazione svizzera come favorevole hanno confermato ed irrobustito il risultato della legiferazione parlamentare. In particolare donne e giovani svizzeri infatti si erano già dichiarati orientativamente favorevoli alle nozze gay con percentuali che oscillavano fra il 63 ed il 66%. Ma c’è di più: nel quesito referendario  era inclusa anche la possibilità di adozioni congiunte, non solo del figlio del proprio partner.

Quindi a le unioni civili già registrate si potranno trasformare direttamente in nozze e con esse saranno garantiti anche diritti come l’acquisizione della cittadinanza lì dove uno dei componenti della coppia fosse straniero

Come sta messa l’Europa dopo il si della Svizzera ai matrimoni gay: le assenze di Italia, Polonia ed Ungheria

I fautori del no erano concentrati in tre partiti nazionalisti e conservatori alla cui guida c’era il partito popolare svizzero di destra (Udc). La Confederazione Elvetica si allinea dunque alle legislazioni di Francia, Germania, Austria, Spagna, Paesi Bassi e Regno Unito. Dal canto suo l’Italia rimane uno dei pochi paesi europei – insieme a Polonia e Ungheria che non brillano per spunte prog e che non hanno partiti progressisti al governo a differenza notra – a vietare i matrimoni omosessuali. 

Contents.media
Ultima ora