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Referendum indipendenza: perquisita sede governo locale
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Referendum indipendenza: perquisita sede governo locale

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Gli uffici del governo catalano sono stati perquisiti nell'ambito dello scontro con Madrid sul referendum per l'indipendenza che avverrà il primo ottobre.

Gli uffici del governo catalano a Barcellona sono stati perquisiti dalla Guardia Civil spagnola nell’ambito dello scontro con Madrid sul referendum per l’indipendenza che avverrà il primo ottobre.

Referendum indipendenza, Guarda Civil perquisisce gli uffici del governo catalano a Barcellona

La Guardia Civil spagnola ha perquisito gli uffici del governo catalano a Barcellona nell’ambito dello scontro con Madrid per quanto riguarda il referendum per l’indipendenza che verrà effettuato il prossimo primo ottobre. Un referendum che era stato sospeso dalla Corte Costituzionale.

In particolare, l’operazione delle forze dell’ordine è stato svolto nei dipartimenti dell’Economia, degli Esteri, del Lavoro e degli Affari sociali.

Madrid passa all’azione

Scaduto l’ultimatum di 48 ore che era stato lanciato lo scorso venerdì, Madrid ora intende prendere il controllo delle finanze della Catalogna nel duro scontro istituzionale sul referendum di indipendenza del prossimo 1 ottobre.

Cristobal Montoro, il Ministro delle Finanze spagnolo, ha dichiarato che lo Stato spagnolo avrebbe esautorato il governo catalano nelle sue competenze finanziarie.

E lo ha fatto con un chiaro scopo. Ovvero impedire che i soldi vengano usati per l’organizzazione del voto, che è stato definito “illegale” da Madrid.

Nel frattempo, la procura di Madrid ha cominciato a consegnare le convocazioni per interrogatori nel ruolo di indagati ai primi fra i 712 sindaci catalani che ha denunciato la settimana scorsa per il loro appoggio al referendum. Inoltre, la stessa procura ha ordinato che i sindaci che non risponderanno alle convocazioni per gli interrogatori vengano arrestati.

Il Psoe, primo partito dell’opposizione spagnola, secondo quanto riferito da El Pais, ha intanto tolto il veto all’applicazione da parte del premier conservatore Mariano Rajoy dell’ art.155 della Costituzione che consente fra l’altro di sospendere l’autonomia catalana e il suo presidente Carles Puigdemont per impedire la tenuta del referendum di indipendenza.

L’art.155, infatti, viene considerato come l’arma giusta in mano Rajoy per fermare il governo catalano.

Un governo ormai pienamente lanciato in aperta disobbedienza alla legge spagnola in nome della nuova ‘legalità catalana’ verso il referendum del primo ottobre.

Inoltre, Pablo Iglesias, il leader di Podemos (l’unico dei quattro grandi partiti spagnoli favorevole al referendum catalano), ha denunciato la deriva autoritaria del governo spagnolo del premier Mariano Rajoy nei confronti della Catalogna. Una deriva autoritaria che secondo Iglesias una limitazione di diritti civili e politici. Iglesias ha anche aggiunto che “è minacciata la convivenza democratica” e sono messe in questione le basi della democrazia.

A differenza di Podemos, Psoe e Ciudadanos appoggiano dall’opposizione la linea dura di Rajoy.

Referendum, la protesta dei catalani

La reazione di Madrid ha provocato la protesta spontanea di migliaia di persone, che sono scese in piazza in difesa delle istituzioni catalane, bloccando alcune strade del centro di Barcellona. Ci sono stati momenti di tensione e brevi tafferugli fra manifestanti indipendentisti e Guardia Civil spagnola davanti ad una sede del governo catalano mentre gli agenti scortavano uno dei dirigenti dell’amministrazione arrestati nel blitz di questa mattina.

I manifestanti hanno cercato di bloccare il passaggio del convoglio.

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