Reggio Calabria: cosca De Stefano sottoposta a fermo per associazione mafiosa
Reggio Calabria: cosca De Stefano sottoposta a fermo per associazione mafiosa
Cronaca

Reggio Calabria: cosca De Stefano sottoposta a fermo per associazione mafiosa

de stefano

La Squadra mobile di Reggio Calabria ha arrestato Orazio e Paolo Rosario De Stefano, ritenuti al vertice dell'omonima 'ndrina che faceva affari con i rifiuti.

Nelle prime ore di questa mattina, si è conclusa con l’arresto dei boss Orazio e Paolo Rosario De Stefano e altre tre persone l’operazione “Trash” condotta dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria. I due, zio e nipote, sono ritenuti al vertice dell’omonima ‘ndrina e hanno entrambi alle spalle un passato da latitanti. Il business principale di cui si occupa l’organizzazione criminale è lo smaltimento dei rifiuti. Le indagini sono state coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura della Repubblica del capoluogo calabrese. I cinque fermati sono ritenuti a vario titolo responsabili dei reati di associazione mafiosa ed estorsione aggravata e continuata.

I De Stefano gestivano la raccolta differenziata a Reggio Calabria

Secondo quanto è emerso dalle indagini, tra i vari settori nei quali la ‘ndrina aveva allungato i propri tentacoli c’è soprattutto quello dello smaltimento dei rifiuti, nel quale i De Stefano avevano praticamente l’egemonia. La cosca era riuscita, infatti, a infiltrarsi, tanto nella società a partecipazione pubblica Fata Morgana, creata dal Comune di Reggio Calabria per la raccolta differenziata della spazzatura nel comprensorio dell’Ato 5 e fallita nel 2012, quanto nelle ditte dell’indotto.

In particolare, i De Stefano avrebbero avuto stretti rapporti con Salvatore Aiello, direttore tecnico e amministratore di fatto di Fata Morgana S.p.A., e con i vertici delle altre imprese a capitale privato ad essa collegate. Dal 2002 al 2012 la ‘ndrina avrebbe richiesto il pagamento di sostanziose tangenti per ciascuna delle commesse ricevute, imposto la scelta di determinati fornitori e l’assunzione di alcuni dipendenti. L’organizzazione criminale sarebbe così riuscita ad appropriarsi di ingenti risorse pubbliche.

Zio e nipote numeri uno e due della ‘ndrina

Secondo gli inquirenti Orazio Maria Carmelo De Stefano e il nipote Paolo Rosario sarebbero rispettivamente il numero uno e il numero due dell’omonima famiglia della ‘Ndrangheta reggina. Orazio è il fratello dello storico capo della famiglia De Stefano, Paolo, ucciso ad Archi di Reggio Calabria nel 1985 nel corso di un agguato. L’attuale capo della ‘ndrina è stato latitante dal 1988 al 2004, quando venne arrestato dalla polizia, che aveva trovato il suo nascondiglio all’interno di un appartamento nel capoluogo reggino.

Anche il nipote Paolo Rosario, figlio illegittimo del defunto boss Giorgio Carmelo De Stefano e da questi riconosciuto solo nel 2002, ha alle spalle un periodo di latitanza, durato dal 2005 al 2009. Gli inquirenti lo ritengono il coordinatore degli aspetti operativi legati alle attività illecite della ‘ndrina.

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