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Reggio Calabria: omosessuale picchiato e poi sbeffeggiato dal Pronto Soccorso
Cronaca

Reggio Calabria: omosessuale picchiato e poi sbeffeggiato dal Pronto Soccorso

Ora pioveranno smentite da parte dei responsabili del Pronto Soccorso, soprattutto se al fatto non hanno assistito testimoni. Ma la realtà è quella di un sabato sera italiano con l’ormai abituale episodio di intolleranza, razziale o sessuale che sia. Claudio T., un 28enne omosessuale di Reggio Calabria molto conosciuto tra Calabria e Sicilia per i suoi frequenti spettacoli come drag queen, è stato insultato e picchiato selvaggiamente per strada da un gruppo di omofobi: rivoltosi al Pronto Soccorso il ragazzo è stato sbeffeggiato anche da un infermiere che, dopo aver ascoltato il racconto di quanto successo, ha prima “rimproverato” Claudio per non aver risposto con la forza agli aggressori salvo poi “suggerirgli“ di cambiare gusti in materia sessuale magari con l’aiuto di una terapia ormonale.

Il tutto senza preoccuparsi delle ferite riportate da Claudio, che sporgerà denuncia per l’aggressione e che è addirittura in prognosi riservata a causa della frattura plurima alle ossa nasali con deviazione del setto.

Conosco i miei aggressori – ha riferito la vittima – in città ci eravamo già visti. Stavo chiacchierando tranquillamente con alcuni amici quando siamo stati presi di mira da un gruppo di ragazzi: ho provato ad ignorarli non accettando le provocazioni ma poi li ho invitati a smetterla e per tutta risposta ho subito un pugno sul naso. Ma ormai sono abituato: sono molto più deluso per quanto successo al Pronto Soccorso”. Una doppia denuncia che fa riflettere allargando la piaga dell’omofobia: dai bulletti di quartiere al settore medico. Quale sarà il prossimo passo?

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