Renault, 007, auto elettriche e cinesi. L'intrigo internazionale - Notizie.it
Renault, 007, auto elettriche e cinesi. L'intrigo internazionale
Economia

Renault, 007, auto elettriche e cinesi. L'intrigo internazionale


Il numero due di Renault ha dichiarato oggi che la casa francese è rimasta “vittima di una filiera organizzata internazionale, un sistema strutturato di raccolta di informazioni economiche, tecnologiche e strategiche per servire interessi situati all’estero”. Monsieur Pelata, senza citare la Cina, ha aggiunto che si è trattato di un “lavoro da professionisti”. Gli elementi per un film hollywoodiano ora ci sono tutti: un governo che parla troppo, un altro che tace rumorosamente, inaspettati licenziamenti di top manager e un misterioso cartello di 007 che si impossessa e spaccia progetti industriali. Tutto gira intorno al segreto che vale molto, l’investimento miliardario con ambizioni futuristiche, la mitica auto elettrica.

Nel mercato delle elettriche la concorrenza tra le case è ancora a un livello esplorativo e si gioca tutta a livello di tecnologie. I 4 miliardi investiti dalla Renault e dalla Nissan rappresentano una cifra ingente in questo contesto. I francesi sforneranno 4 nuovi modelli di vetture nei prossimi 2 anni, con un evidente interesse a posizionarsi stabilmente come leader nel settore.

Quando l’azienda di Parigi aveva licenziato tre altissimi dirigenti sembrava si chiudesse una tipica storia di spionaggio industriale: conti correnti all’estero, attività sporche nell’indotto, società di intermediazione e molti misteri.

Si aspettavano solo i nomi (che escono in queste ore) da mettere alla gogna pubblica. Poi qualcosa è lievitato.

Due giorni fa il ministro dell’industria Besson (la Renault è al 15% di Stato) parlava di “guerra economica”. I giornali di tutto il mondo hanno iniziato a lanciare titoli sulla “pista cinese” che gli inquirenti, o meglio i servizi segreti francesi, starebbero seguendo. Indiscrezioni non confermate, fonti anonime, soffiate, i giornali dipingono la battaglia pubblica come la punta dell’iceberg di una guerra invisibile.

Il fatto che il 4 gennaio WikiLeaks abbia dipinto la Francia come la superpotenza dello spionaggio industriale potrebbe aver provocato una reazione. Sotto questa luce la dichiarazione di oggi della Renault, con il riferimento a una “rete” di spioni, suona come un tentivo di puntare i fari sulla concorrenza. La “pista cinese” pare essere quella giusta, ma il governo Sarkozy non ha alcuna intenzione di sbilanciarsi, nè probabilmente sarà costretto a farlo.

Forse come finirà questa storia non lo si saprà mai; o forse lo si potrà leggere nei prossimi anni sui listini della borsa di Parigi e di Hong Kong.

Daniele De Chiara

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