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Renzi: “Casini al Quirinale? Ha le caratteristiche ed è adatto al ruolo ma non è l’unico”

Matteo Renzi ha rilanciato Casini come prossimo inquilino del Quirinale: ha però sottolineato che non è l'unico candidato con le caratteristiche adatte.

Renzi Casini Quirinale

Matteo Renzi ha affermato che Pierferdinanto Casini avrebbe le caratteristiche per diventare il successore di Mattarella al Quirinale: si è poi espresso su diversi altri temi di attualità tra cui il reddito di cittadinanza e il disegno di legge contro l’omotransfobia.

Renzi su Casini al Quirinale

Intervistato da Libero, il leader di Italia Viva ha dichiarato che il senatore centeista, essendo solido, saggio, europeista e filo atlantico, potrebbe essere un degno inqulino del Colle. Non è però l’unico, ha sottolineato: “Gli ex presidenti di Camera o Senato sono tutti candidati naturali, ma come sempre in questi casi evitiamo di disturbare chi al Quirinale oggi lavora con impegno e con profitto“.

Da quando siamo nella moneta unica, ha continuato, sono cambiati tre presidenti della Repubblica (Ciampi, Napolitano, Mattarella).

Tutti venivano da storie diverse ma hanno saputo interpretare questo ruolo, pur nelle diverse sensibilità, con grande capacità di restare saldi sui valori europei. “Accadrà anche nel settennato 2022-2029, ne sono certo“, ha aggiunto.

Renzi su Casini al Quirinale: il semestre bianco

Renzi si è poi espresso sul semestre bianco, evidenziando come il fatto che sia iniziato per Sergio Mattarella non significa che quest’ultimo sia un presidente dimidiato. L’unica cosa che non può fare è sciogliere le Camere, ma a suo dire questo parlamento non ha intenzione a farsi sciogliere.

Fosse per i parlamentari, il semestre bianco sarebbe lungo un’intera legislatura“, ha chiosato.

Renzi su Casini al Quirinale, reddito di cittadinanza e ddl Zan

Il senatore fiorentino si è inoltre espresso sul reddito di cittadinanza rilanciando la raccolta firme per indire un referendum abrogativo: “E’ l’unica strada, ci daranno ragione in tanti“. Ha poi rivolto una critica ai pentastellati, oltre che per la difesa di questa misura, anche per la loro “miopia che ci ha fatto rinunciare alle Olimpiadi di Roma“.

Sarebbe stato bello, ha spiegato, poter permettere agli Jacobs, ai Tamberi e ai Tortu di difendere il titolo nella cornice della Capitale. E invece “la Raggi ha detto di no e i Giochi si faranno a Parigi, una beffa“.

Renzi ha infine commentato la discussione sul disegno di legge Zan ritenendosi certo che il Partito Democratico lo approverà ad ottobre con Italia Viva e il centrodestra dopo le modifiche sui punti più divisivi quali identità di genere, libertà d’opinione e scuola. “È una legge contro l’odio, perciò evitiamo di approvarla a colpi di violenza verbale e facciamo uno sforzo tutti insieme. La violenza verbale non è del Pd, ma dei grillini, di alcuni influencer e di alcuni attivisti Lgbt“, ha concluso.

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