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Restituito l’Air Force Renzi, Conte: “Meno sprechi”

Il leasing dell'Airbus è costato 168 milioni 205 mila euro in 8 anni, ovvero 76.440 euro al giorno: uno spreco, secondo Conte e Di Maio.

Di Maio e Toninelli sull'Air Force Renzi
Di Maio e Toninelli sull'Air Force Renzi

È stato soprannominato Air Force Renzi dal nome del premier che ne ha deciso l’acquisto. L’Airbus 450-500 è costato numerose critiche al governo Pd per la cifra a cui è stato stipulato il contratto di leasing. In 8 anni è costato infatti 168 milioni e 205 euro, ovvero 76.440 euro al giorno. Tanto valgono la manutenzione (affidata a Ethiad e Alitalia), l’affitto dell’hangar, il carburante e l’addestramento del personale specializzato. A tutto ciò si sarebbe voluto aggiungere anche il prezzo del wi-fi, la cui installazione, affidata a Finmeccanica, non è però stata possibile a causa delle caratteristiche dell’aereo. Cifre esorbitanti, da molti definite evitabili se il governo avesse deciso di acquistare direttamente il veivolo al prezzo di circa 50 milioni di euro.

L’esultanza di Conte e Di Maio

Giuseppe Conte ha annunciato la prossima rescissione del contratto di leasing.

Il governo non ha bisogno di un aereo tanto grande, ha spiegato il premier: non è altro che uno “spreco e un capriccio a cui rinunciamo molto volentieri”. Esulta anche Luigi Di Maio, immortalato insieme al ministro Toninelli a bordo dell’Airbus, con il documento di rescissione stretto tra le mani. “Questo è il documento con cui salutiamo l’Air Force Renzi. Con il governo del cambiamento le priorità sono le esigenze dei cittadini, non i capricci dei politicanti“, ha scritto sui social.

L'Airbus

“Quello che fa incazzare è che questo aereo non è stato mai utilizzato“, puntualizza Di Maio durante una diretta Facebook. “È un aereo che è stato comprato con i nostri soldi. Ci potevamo comprare 600 scuolabus, 3 treni per pendolari, potevamo fare tante altre cose”. Parla anche dei 20 milioni di euro stanziati da Renzi far costruire a bordo del veivolo una stanza da letto e un bagno, “per stare comodo”, e delle dimensioni dell’aereo: 300 posti, a fronte delle 30 persone previste per la delegazione del Presidente del Consiglio. “Forse voleva viaggiare con un intero Comune, non saprei”, ironizza il leader pentastellato e continua definendo l’Airbus come “l’esempio dell’arroganza del potere che il 4 marzo è stata mandata a casa”.

“Se non è cambiamento questo, lo dico da cittadino italiano, non so cosa può esserci di meglio”, afferma Toninelli.

I ministri sull'aereo

La risposta di Renzi

Non ci ho mai messo piede“, afferma Matteo Renzi sulla propria pagina Facebook. L’aereo, assicura, non era per uso personale (lui, come premier, utilizzava il mezzo in dotazione del governo), ma per le missioni internazionali delle imprese. Sono “messi male, disperati” coloro che sostengono il contrario, in primis Di Maio. È proprio sul ministro del Mise che l’ex presidente del Consiglio sposta l’attenzione, invitando il leader pentastellato a dimenticare le “bufale” come l’Air Force Renzi e a concentrarsi sui problemi da risolvere, tra cui il decreto “che farà licenziare 80mila persone”.

La risposta di Renzi

Nata in provincia di Monza e Brianza, classe 1994, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.


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Lisa Pendezza

Nata in provincia di Monza e Brianza, classe 1994, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.

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