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Ricerca social: paura lockdown porta italiani ad adottare animali

Milano, 23 dic. (askanews) – Sono 7,8 milioni le persone che al termine del primo lockdown hanno adottato un animale domestico. È quanto emerge da una ricerca condotta da SocialCom in collaborazione con l’Osservatorio statistico di European Brokers. Le misure di distanziamento sociale e la paura per un nuovo lockdown hanno spinto gli italiani a dotarsi di un animale di compagnia. Contemporaneamente è cresciuta anche la spesa per la cura e il benessere degli animali domestici, per i quali oggi si spendono mediamente 350 euro l’anno a famiglia.

Un giro d’affari che sfiora i 5 miliardi di euro anni, in aumento del 12,9% negli ultimi tre anni. A questi dati si aggiungono anche quelli relativi alle assicurazioni per gli animali domestici: finora si registrano 1,7 milioni di polizze, riguardanti perlopiù cani e gatti, con un premio medio di 100/120 euro annui.

A confermare questa tendenza ci sono i dati analizzati da SocialCom sulle conversazioni in rete: nel 2021 sono stati rilevate circa 2,98 milioni di mentions, che hanno generato 277,47 milioni di interazioni.

L’analisi dettagliata delle keywords maggiormente associate al tema, hanno mostrato come sono il cane e il gatto a persistere nell’immaginario comune come i classici animali da compagnia. Questo nonostante l’ultimo rapporto Assalco-Zoomark indichi che sono i pesci rossi gli animali domestici più presenti nelle case degli italiani (29 milioni), seguiti dagli uccelli (12,9 milioni). I cani e gatti presenti nelle case degli italiani sono invece 8,2 e 7,9 milioni (in totale 16,1 milioni). Inoltre, nel mese di dicembre c’è un deciso incremento dell’utilizzo di parole come scegliere , prendere , cercare , che indica la volontà degli italiani di regalare o regalarsi un cucciolo per Natale.

La ricerca mostra poi come l’andamento delle ricerche su Google per l’espressione “adottare un cane” abbia raggiunto il picco massimo proprio in corrispondenza con la fine del primo lockdown (prima settimana di maggio 2020), per rimanere poi costante nel tempo.

“Gli animali domestici sono entrati a pieno titolo come membri della famiglia italiana tipo. A dimostrarlo, oltre alla crescita della spesa per il benessere e la cura dei propri animali, è anche la crescita del mercato assicurativo connesso a prestazioni di tutela dei propri animali”, spiega Carlo De Simone, ceo di European Brokers. “Al momento la maggior parte riguarda coperture di responsabilità civile verso i terzi, ma sta crescendo l’attenzione verso le coperture sanitarie, fondamentali nel caso in cui ci si trovi ad affrontare spese veterinarie necessarie per il benessere e la sopravvivenza del proprio animale”. “E’ la conferma che l’Italia è sempre più sensibile al mood animalista e questo ci colloca pienamente tra i Paesi più avanzati in tema di cura (e anche diritti) degli animali”.

© Riproduzione riservata

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