Ricomincio da qui: come farsi mangiare vivi da Alda D’Eusanio
Lifestyle

Ricomincio da qui: come farsi mangiare vivi da Alda D’Eusanio

Ma cosa vuoi dalla mia vita? Verrebbe da chiedere proprio questo a quel caschetto scapigliato rosso con le gambe striminzite che risponde al nome di Alda D’Eusanio. Eppure questa icona del populismo che si infarcisce la bocca di verità indiscutibili e al contempo superficiali funziona come un piatto di pasta con il ragù a mezzogiorno. In questa nuova seconda edizione di Ricomincio da qui, vengono raccontante solo due storie (una di gente comune, una no), con il cipiglio soporifero della Maria “Te magno ma c’ho pure io n’anima” De Filippi ma con quel filetto di malcelata sfacciataggine dove il malcapitato che vuole farsi aiutare si ritrova letteralmente “cazziato” davanti a qualcosa come un milione di spettatori, anche se famoso o conosciuto o comunque storicamente rilevante.

Sono sicuro che l’Avvelenata non li vorrebbe quei tre esperti in studio ai quali spetta dare il loro aiuto per riavviare il percorso di vita prima dell’obeso, poi del fallito.

Il motivo? Vuole fare tutto lei: presenta, se la tira, psicanalizza, confessa, gira la frittata e pesta indelicatamente la tua anima come se ne avesse già compreso ogni angolo più tetro e potesse permettersi implicitamente di sputarci pure sentenze. Il problema reale, purtroppo, è che alla fine la Alda ti piace, perchè, mi perdoni il termine, un pò stronza lo è per davvero. Non viaggia a copione e ogni frase che dice, con quel tono che gratta volutamente sulle pareti della gola per farti capire che ci sta mettendo l’anima mentre ti guarda negli occhi, ti squarcia il fegato. Poi, soddisfatta, inclina la testa sbattendo le ciglia nerissime perchè il risultato visivo riesca ancora meglio.
» Leggi la seconda parte del post

© Riproduzione riservata

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche