Ricordando Basaglia: intervista al dipartimento di salute mentale ASL Roma C
Cronaca

Ricordando Basaglia: intervista al dipartimento di salute mentale ASL Roma C

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Siamo nel dipartimento di Salute Mentale ASL Roma C, con il Dott. Angelo Di Gennaro e il Dott. Luigi Attenasio, presidente di Psichiatira Democratica e direttore del diparmento. Il dipartimento insiste su una zona molto ampia di Roma che comprende 4 municipi: VI, IX, XI e XII.
Il Dott. Angelo Di Gennaro inizia tratteggiando nello specifico i vari ambiti di competenza del dipartimento: “Ogni municipio ha un centro di salute mentale e un centro diurno; poi vi sono tre comunità terapeutiche e due diagnosi e cura. Eventualmente si ricorrerebbe anche ai due ospedali di competenza, che sono il San giovanni e il Sant’Eugenio.
Oltre alle 12 strutture istituzionali, abbiamo anche una quindicina di case famiglia, che son degli appartamenti abitati dagli utenti che hanno concluso o stanno concludendo il percorso riabilitativo”.

Queste strutture in pratica sostituiscono quelli che una volta venivano chiamati manicomi, tutto grazia alla legge Basaglia.
Ne parliamo col Dott.

Luigi Attenasio: “Credo che noi tutti dobbiamo ringraziare Franco Basaglia, ma l’avvento della legge è stata un’operazione collettiva che ha coinvolto, oltre agli psichiatri, operatori, amministratori, politici, cittadini democratici, ma soprattutto gli utenti, che con la loro saggezza hanno contribuito a farci fare questo salto di qualità. Ci tengo a dire però che queste strutture non sono solo una mera sostituzione dei manicomi, anche se molti pazienti, è bene ricordarlo, arrivavano da lì. Ad esser cambiato è sostanzialmente l’approccio al paziente, che viene curato, piuttosto che detenuto. Molti danno per scontato che l’avvento degli psicofarmaci sia stato il netto contributo a questa rivoluzione, ma non è così. Si tratta di umanità che abbiamo contrapposto alla violenza, si tratta di apertura, in tutti i sensi, anche delle strutture stesse. Ora non sono più istituzioni totali, ma sono centri di riabilitazione in cui l’utente compie progressivi miglioramenti: i pazienti ce lo dimostrano tutti i giorni, con la loro autonomia e la loro ironia.”

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