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Rifiuti in Campania:Dopo i miracoli mancati di Berlusconi, le preghiere del Papa

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Può un uomo, un pontefice, rispondere ad una richiesta di aiuto da parte di bambini, che fanno presente di essere sommersi dai rifiuti, “Il Papa prega per i bambini di Boscoreale”? É questa la risposta che si attendevano i piccoli del Secondo Circolo Didattico?

É questa la soluzione che si aspettavano? Forse, anzi sicuramente, questa è una “non risposta”, ma far credere a dei ragazzini che basta una preghiera per risolvere un problema del genere, non è immorale, non è ingannevole? Come se Dio, ascoltate le preghiere, scendesse sulla terra e con uno schiocco di dita liberasse Napoli e provincia dai rifiuti. Un miracolo alquanto insolito. Eppure la soluzione ai mali del mondo, per il clero, sembra essere sempre la stessa, nonostante poi il problema resti: la preghiera.

Ce li vedo i fedeli in pellegrinaggio alle discariche ad attendere l’apparizione della Madonna.

Tutti a pregare e nel frattempo la popolazione si ammala. Il papa prega per i rifiuti, prega per gli alluvionati, prega per i terremotati, ma l’avete mai vista una casa abbattuta da un terremoto, ricostruirsi da sola dopo le preghiere del papa? No e così, allo stesso modo, non vedrete la spazzatura sparire con le preghiere. La verità è che il pontefice ha dimostrato un profondo distacco ed un certo menefreghismo nel rispondere a quei bambini che, ingenuamente si sono rivolti a lui. Ha dato una risposta standard, prestampata, che è una delle cose più fastidiose e burocrati, che si possa fare; ancora di più quando un’azione del genere è rivolta a dei bambini.

Sarebbe stato più giusto dire, da parte del pontefice, che lui non poteva far nulla e che si sarebbero dovuti rivolgere agli amministratori, ai politici, invece d’ingannarli ed illuderli. Sarebbe stata una risposta diversa, ma ancor di più sarebbe stata una risposta personalizzata, e non una di quei messaggi fatti scrivere dal suo segretario.

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