×

Riforma della scuola in Russia

default featured image 3 1200x900 768x576
Vladimir Putin 18 October 2001 4

In Italia non siamo per nulla abituati a cambiamenti tanto radicali nel sistema scolastico, anche perché le riforme introdotte da una fazione politica, sono congelate o abrogate poco tempo dopo dalla fazione avversaria.
Ma nella Russia, che non sembra avere alternative a Putin, per la scuola, c’è aria di grosse novità.
Dopo quattro anni di scuola elementare e cinque di scuola media inferiore, gli alunni potranno scegliere quali materie studiare e quali no.

Più precisamente, delle attuali diciotto materie, ne rimarranno nove.
Di queste nove materie, sei verranno scelte dall’allievo, le altre sono Educazione Fisica, Obz (una specie di Educazione Civica), e “La Russia nel mondo”.
Quindi la letteratura Russa (Tolstoj, Cechov, Dostoevskij), in Russia sarà un insegnamento opzionale, come se in Italia venissero esclusi dai programmi scolastici Foscolo, Leopardi e Manzoni, per dire.
In compenso gli studenti russi potranno studiare fino a tre lingue straniere contemporaneamente.

Jaroslav Kuzminov, capo della Commissione per l’istruzione pubblica si dice convinto della necessità di questa riforma: “Fino ad ora riversiamo sui ragazzi troppe nozioni inutili che servono solo ad appesantire lo studio e a spegnere gli interessi. Finora abbiamo formato diplomati che hanno un sacco di teoria in testa ma non conoscono le cose fondamentali della vita come per esempio aprire un conto in banca, tenere adeguati rapporti con il proprio datore di lavoro, concludere accordi immobiliari o tantomeno avviare un’attività in proprio”.

C’è chi teme che “La Russia nel mondo” sarà uno strumento di propaganda che proporrà un’interpretazione della storia e della politica secondo il modo di pensare del Primo Ministro Vladimir Putin.
L’editore Aleksandr Kondakov, che sta preparando i libri di testo, dice e non dice: “Negli ultimi anni la scuola si è limitata a riversare conoscenze dimenticandosi di educare. Questo spiega il malessere della gioventù fotografato nelle serie tv, le violenze, le ribellioni. Ma ora si cambia, aiuteremo la crescita di cittadini nuovi, di alto livello morale e con grande senso di responsabilità”.
Anche ammesso che le serie tv rispecchino fedelmente la realtà, è possibile tutto questo rinunciando al proprio patrimonio letterario?

Fonti:
il venerdì di Repubblica 28.01.2011

Contents.media
Ultima ora