Rihanna, tragedia familiare: il cugino ucciso alle barbados
Rihanna, tragedia familiare: il cugino ucciso alle Barbados
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Rihanna, tragedia familiare: il cugino ucciso alle Barbados

Rihanna
Il cugino di Rihanna, Tavon Kaiseen Alleyne (21 anni) è rimasto ucciso da diversi colpi di arma da fuoco alle prime luci del 26 Dicembre scorso.

Il cugino di Rihanna, Tavon Kaiseen Alleyne (21 anni) è rimasto ucciso da diversi colpi di arma da fuoco alle prime luci del 26 Dicembre scorso.

La nota pop-star americana Rihanna è stata colpita duramente da una immane tragedia familiare. Alle prime luci dell’alba del 26 Dicembre scorso, suo cugino, Tavon Kaiseen Alleyne , di appena 21 anni, è stato ucciso. Il giovane è rimasto ucciso mentre si accingeva a entrare nella propria abitazione, a Barbados. Il fatto sarebbe successo alle prime luci dell’alba. L’assassino, di cui al momento non si conosce l’identità, è fuggito. Secondo una prima ricostruzione delle autorità locali sfugge del tutto la motivazione del gesto omicida che ha troncato la vita del 21enne. Il giovane non sarebbe morto sul colpo, ma durante il trasporto in ambulanza verso il vicino ospedale cittadino (Queen Elizabeth Hospital). Malauguratamente sarebbe morto prima dell’operazione che avrebbe potuto salvargli la vita.

Incredula si dice Rihanna, legata dal sangue al giovane ucciso. Incredula poiché poche ore prima erano insieme a festeggiare il Natale. Una tragedia familiare all’indomani del Natale.

Insieme a un accorato saluto lanciato dal suo account instagram, Rihanna ha rilanciato il suo sostegno alla campagna “End gun violence“. Il post è stato infatti marchiato alla fine con l’ashtag #endgunviolence.

Rihanna

Intorno a lei e alla famiglia si sono stretti i fan nell’accorato saluto al 21enne ucciso. Nel pieno sostegno alla cantante è stato ritweettato l’ashtag contro la violenze delle armi. Pur non facendo parte degli USA, bensì del Commonwealth inglese, le Barbados soffrono la ferita delle morti violente per armi da fuoco. Nel 2017 su 28 casi di omicidio, 22 sono stati commessi con armi da fuoco, e questo nella sola Capitale delle Barbados, Bridgetown. Quasi tutti gli omicidi in questione sono legati ai traffici di droga e di armi che infestano le isola caraibiche

Frequenti sono le campagne che combattono la piaga delle armi e la violenza che ne deriva. Ben risaputo è il lucroso e immenso giro d’affari che ruotano intorno alle armi.

Le lobby e le società più potenti in tale settore risiedono tutte negli Stati Uniti e sono una delle voci maggiori di spesa e di guadagno nel bilancio statale. Una piaga che già in passato, ma anche in quello recente ,(come la Strage di Las Vegas) ha creato ben non poche vittime. Per ricordare uno degli episodi più violenti basterebbe ricordare il massacro della Columbine High School, in Colorado. Fatto che ebbe una risonanza mediatica tanto più forte in quanto gli aggressori erano giovani ragazzi. Morirono 15 persone tra studenti e insegnanti. Una piaga che sembra non potersi debellare tanto facilmente e che ha generato un infinito dibattito parlamentare. Dibattito che gira intorno, almeno così parrebbe, sui diritti civili.

Forse la voce di Rihanna sarà una delle tante che si perde in questa estenuante lotta, ma è e resta una voce non comune, magari più forte di altre. Si spera che qualcosa cambi e porti a un buon compromesso sul possesso delle armi.

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