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Rimborsopoli Lombardia: 1 anno e 1 mese a Nicole Minetti, 2 anni e mezzo a Renzo Bossi

Rimborsopoli: Nicole Minetti patteggia e Renzo Bossi si vede confermata la condanna in primo grado per peculato sulle spese pazze alla Regione

Sentenze di appello per la Rimborsopoli in  Lombardia: fra di esse spicca quella patteggiata a 1 anno e 1 mese da Nicole Minetti e l’altra, confermata, a 2 anni e mezzo a Renzo Bossi. L’ex igienista dentale di Silvio Berlusconi aveva infatti proposto per mezzo dei suoi legali un patteggiamento anche per determinare la possibilità di una “continuazione” in cumulo con la condanna a 2 anni e 10 mesi che le è stata inflitta nel processo “Ruby Bis”.

Come consigliera regionale della Lombardia la Minetti doveva invece fronteggiare la accuse per le spese pazze messe a rimborso dal Pirellone. 

Rimborsopoli, condanne in corte di appello per Minetti e Renzo Bossi: patteggiamenti e conferme

E la Seconda Corte di Appello di Milano presieduta in collegio da Daniela Polizzi ha accolto la richiesta di patteggiamento della Minetti e, nel novero degli imputati più in vista, ha confermato la condanna a due anni e mezzo per un altro protagonista di quel corposo fascicolo penale.

Chi? Renzo Bossi, il figlio del fondatore e leader storico della Lega Umberto. Quello che all’epoca venne ribattezzato dai media “Il Trota”, per fare satira sul suo ruolo di delfino di Umberto e al contempo di persona un po’ lontana dall’acume spiccio del padre, ha segnato un solo punto nella battaglia bis del processo: quello della revoca della confisca patrimoniale che gli era stata applicata in dispositivo di primo grado.

Condanne per la Rimborsopoli lombarda: Minetti, Renzo Bossi e 51 altri imputati

Per i 51 imputati in procedimento l’accusa era di peculato. Fra le altre condanne spiccano quelle ad 1 anno e 8 mesi per l’attuale capogruppo della Lega in Senato, Massimiliano Romeo, poi ad 1 anno e mezzo per l’eurodeputato del Carroccio Angelo Ciocca. Con la procedura di patteggiamento del “concordato in appello” poi si è provveduto e regolare i conti con dieci politici o ex consiglieri regionali, tra cui la Minetti. 

Minetti e Renzo Bossi condannati per Rimborsopoli: tutte le spese pazze

Ma di cosa parliamo? Le cronache dell’epoca ci rimandano un’immagine deplorevole e deprimente fissata in fascicolo dal Sostituto Paolo Filippini: cene, pranzi di nozze, perfino Gratta e Vinci, cocktail party, fino al libro da 16 euro a copia scritto dalla Minetti e dal titolo evocativo: “Mignottocrazia”. In pratica veniva messo tutto a rimborso dalla Regione Lombardia dietro richiesta degli imputati che facevano passare quel tutto per adempimento economico istituzionale. Alla fine venne contabilizzata una somma monstre di 3 milioni di euro.

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