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La Discoteca Paradiso: il luogo dove muore un’era
Lifestyle

La Discoteca Paradiso: il luogo dove muore un’era

Una volta cuore pulsante delle notti della riviera romagnola, oggi cade in rovina. La Discoteca Paradiso, un luogo a metà tra passato e presente

Delle code infinite, delle ragazze che accompagnavano ai tavoli coloro che erano riusciti a passare la selezione all’ingresso, e delle migliaia di persone che ogni estate affollavano le piste da ballo di questo locale non rimane che l’eco.

Discoteca Paradiso: fermo il cuore della riviera

La Discoteca Paradiso, un tempo uno dei cuori pulsanti della Riviera Romagnola, chiude infatti i battenti nel 2011, seguendo il declino di tutto il settore turistico romagnolo. Che dopo anni di vita sfrenata, di balli, e di alte frequentazioni, ha affrontato in quegli anni una situazione drammatica, che solo ultimamente sembra finalmente migliorare.

Negli ultimi anni sono infatti numerosi i locali dell’area che hanno dichiarato fallimento. E mentre alcuni hanno chiuso definitivamente i battenti, altri vedono il susseguirsi di numerose gestioni, che faticano a sopravvivere. In questo paesaggio desolato, un edificio in particolare riassume questo difficile periodo della vita della riviera romagnola.

Il locale aperto nel 1957

La discoteca Paradiso nasce nel 1957, anno in cui Tina Mirti Fabbri trasformò in ristorante una grande villa esistente vicino a Rimini. Ovviamente nella riviera degli anni del boom il ballo era un must. Fu così che la donna decise che il suo locale, oltre che un ristorante, avrebbe incluso un dancing. Dancing che negli anni ’70, con l’aiuto del figlio Gianni, diventò uno dei riferimenti della notte della Riviera. Una vita però ormai passata, della quale rimangono solo i muri, le parti di tetto non crollate, i pavimenti, e poco di più. Non hanno avuto pietà i ladri, che entrati nel corso del 2012 hanno fatto danni quantificati in almeno 300.000 euro.

In particolare erano in cerca di Rame, e per rubare il prezioso metallo non hanno esitato a sfasciare una parte del tetto. Nella loro razzia gli intrusi hanno portato via tutti i bagni, e saccheggiato gli impianti elettrici . Unici testimoni delle lunghe notte di festa restano solo sparuti flute, bottiglie vuote e gettoni di uscita.

In attesa di un nuovo inizio

Un luogo che per quanto distrutto potrebbe però avere ancora qualcosa da raccontare. La discoteca potrebbe infatti ancora lavorare: solo il marchio è stato infatti valutato 150.000 euro, ma il problema, oggi, è rappresentato dalla cifra necessaria a fare i lavori di ristrutturazione. All’ultima asta, l’intera proprietà – immobile, terreni e azienda – è stata in un primo tempo valutata circa 3 milioni di euro, ma a causa dell’assenza di manifestazioni di interesse la valutazione è stata ridotta a poco più di 1 milione.

Le foto riescono a trasmettere la sensazione di lusso e di abbandono. L’impressione è che tutto sia stato interrotto di colpo: tavoli, biglietti da visita, scrivanie e faldoni sono ancora li, assieme a piatti e bottiglie da esposizione.

Un mondo sospeso tra passato e futuro, testimone degli anni di crisi che hanno colpito tutto il settore ricreativo della zona. Ma che speriamo possa trovare qualcuno che con un’idea – e un po di soldi – riesca a restituire al mondo questo bellissimo posto. Difficile che potrà tornare ad essere una discoteca, visto che negli ultimi anni sono numerosissimi i locali di questo tipo che hanno dichiarato fallimento. Si sa solo che non potrà diventare residenza privata, per questione di vincoli di destinazione. Ma, almeno per il momento, la struttura non ha alcun futuro. E rimane li a raccontarci di un’era che forse è finita per sempre.

© Riproduzione riservata

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