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Ripristinata la tassa sui rifiuti, nuova stangata per le famiglie romane
Cronaca

Ripristinata la tassa sui rifiuti, nuova stangata per le famiglie romane


Una comunicazione direttamente dal Ministero delle Finanze ai Comuni che non lascia spazio a interpretazioni. La circolare n.3/DF dell’11 Novembre scorso precisa che la tariffa ambientale sui rifiuti deve continuare ad essere assoggettata all’iva, nonostante nel 2009 una sentenza della Corte Costituzionale avesse decretato “illegitimo” il pagamento di un imposta del 10%. I ricorsi dei cittadini romani non si erano fatti attendere e pronto è stata anche l’aumento della Tari (Tassa sui Rifiuti) sulle utenze domestiche pari al tasso di beneficiari dell’eventuale risarcimento, così da azzerare ogni conto in sospeso.
Dal 2003, con il Decreto Ronchi, la Tari sostituisce la Tassa sui Rifiuti Solidi Urbani (Tarsu) e viene calcolata su base annuale mettendo in rapporto la quantità di rifiuti effettivamente prodotti, il numero dei componenti del nucleo familiare e la superficie calpestabile del locale abitativo (spazi esterni esclusi).

In una città come Roma dove la raccolta differenziata è stagnante al 20%, i servizi di porta a porta insufficienti a coprire le reali necessità del territorio, l’igiene urbana che in molte zone, periferiche e non, lascia a desiderare e impianti di smaltimento inutilizzati, saturando la discarica di Malagrotta, è facile capire il perchè la gestione della società Ama si vede puntare il dito contro.

Un debito con le banche cresciuto in 3 anni (dal 2008 al 2011) del 14%, pari a circa 76 milioni di euro, e un bilancio finanziario che dovrà pescare nelle tasche delle famiglie per non collassare sotto il peso del ripristino dell’Iva voluta dal Ministero.

Tassa che i romani vedranno addebitarsi direttamente in bolletta, mentre all’amministratore delegato dell’Ama Franco Panzironi, con una busta paga di 545 mila euro l’anno e finito nello scandalo di Parentopoli per le assunzioni pilotate di amici e parenti, vengono chieste le dimissioni.

“Goldfinger”, come è stato soprannominato dall’opposizione, ha però una poltrona ben salda grazie all’amicizia di lunga durata con il primo cittadino del Campidoglio, sorte a cui non si è potuto aggrappare invece il collega dell’Atac che si è dimissionato per il consueto clientelismo delle assunzioni nelle amministrazioni pubbliche romane.

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