Risolto un mistero della Seconda Guerra Mondiale
Cronaca

Risolto un mistero della Seconda Guerra Mondiale

Seconda Guerra Mondiale
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Un'importante scoperta da parte del Project Recover potrebbe offrire un degno omaggio a tutti i non pervenuti della Seconda Guerra Mondiale

Dopo che il bombardiere B-24 fu abbattuto al largo della costa di quella che ora è la Papua Nuova Guinea nel 1944, pochi mesi prima della fine della Seconda Guerra Mondiale, i genitori di Thomas V. Kelly Jr. hanno perso per sempre le sue tracce. I resti del bombardiere di 21enne non sono mai stati recuperati e per anni i suoi parenti raramente hanno discusso del dolore che hanno provato per la sua morte. Ma le recenti e sensazionali scoperte di Diane Christie e altri famigliari hanno risolto uno dei più grandi misteri della guerra.

La storia di Thomas Kelly Jr.

“C’erano delle canzoni natalizie che mia madre non poteva nemmeno ascoltare”, ha raccontato Diane Christie, la nipote del tenente americano Thomas Kelly. Dello zio si erano perse le tracce dopo la distruzione del bombardiere B.24, su cui era a bordo. All’epoca dei fatti era poco più che ventenne.

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Ma nel 2013 sono iniziati anni di intensi studi archivistici, culminati in una recente ricerca del fondo oceanico da parte di un team di oceanografi e archeologi.

Qualche settimana fa, in California, squillò il telefono a Diane. Sua sorella stava chiamando per dire che l’aereo del tenente Kelly, soprannominato Heaven Can Wait, era stato ritrovato. “Sono letteralmente scoppiata in lacrime”, ha confidato commossa la signora Diane. “Io non conoscevo nemmeno mio zio”, ha aggiunto.

La scoperta

Heaven Can Wait è uno dei 30 velivoli degli Stati Uniti recuperati da Project Recover. L’associazione no profit da sei anni collabora con la Defense POW / MIA Accounting Agency, il braccio destro del Pentagono. Il loro compito è quello di trovare e restituire personale militare caduto in guerra.

La scoperta ha dimostrato come le nuove tecnologie di sonar e robotica rendano molto più facile la ricerca di aerei che si sono schiantati in mare e che una volta venivano considerati persi per sempre.

“Si apre davvero la possibilità che più famiglie possano apprendere ciò che è accaduto ai loro familiari”, ha detto Patrick Scannon, presidente del BentProp Project, una non-profit che ha collaborato nella ricerca del B-24.

Dal 1973, il Pentagono ha recuperato i resti di 2.381 di civili e membri del reparto militare americano. Degli oltre 72.000 membri dell’equipaggio statunitense della Seconda Guerra Mondiale che sono ancora dispersi, si stima che circa 26.000 potrebbero essere recuperati. Ma col passare del tempo identificare i resti diventa più difficile. Diventa più difficile anche trovare familiari sopravvissuti che possano fornire campioni di DNA. “Il tempo non è necessariamente dalla nostra parte”, hanno detto i ricercatori.

Il bombardiere Heaven Can Wait è stato trovato l’anno scorso nella baia di Hansa, sulla costa settentrionale di Papua Nuova Guinea, dove si ritiene che cinque aerei degli Stati Uniti siano stati abbattuti durante la seconda Guerra Mondiale. La missione del tenente Kelly, l’11 marzo 1944, faceva parte del tentativo americano di distruggere le navi e le catene di approvvigionamento giapponesi. Molti militari giapponesi alla fine sarebbero fuggiti nelle giungle vicine e morirono di fame.

L’omaggio al tenente Kelly

Il bombardiere è stato ritrovato a Hansa Bay lo scorso ottobre.

Gli scienziati del team hanno trovato il campo di detriti dell’aereo dopo 11 giorni alla ricerca. Hanno scansionato circa 10 miglia quadrate del fondale marino della baia. Si sono serviti di sonar di scansione e robot subacquei.

La signora Christie, 61 anni, ha letto tutte le lettere che ha scritto a casa durante la guerra. Per onorare il tenente Kelly e gli altri membri dell’equipaggio, un bombardiere B-24 ha sorvolato il cimitero tre volte. “E ‘stato meraviglioso”, ha commentato la signora Christie.

“Se siamo fortunati potremmo tornare a casa entro Natale”, scriveva il tenente Kelly. Poi aggiungeva: “Ma è difficile dirlo con certezza”. La lettera risale al primo febbraio 1944, poco dopo il suo ventunesimo compleanno. “Come stanno mamma e papà?”, ha scritto il 29 febbraio, meno di due settimane prima che morisse a bordo di Heaven Can Wait. “Si stanno facendo un sacco di inutili preoccupazioni?”

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Asia Angaroni
Leva 1996, varesotta di nascita milanese di adozione. Dall’amore per la stampa e la verità alla laurea in Comunicazione. Amante della letteratura e dell’arte, alla ricerca costante di sapienza e cultura. Appassionata di cronaca sportiva e di inchieste, desiderosa di fare della parola il proprio futuro.