Salamini sottovuoto ritirati dal mercato per rischio chimico
Ritirati dal mercato salamini a rischio
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Ritirati dal mercato salamini a rischio

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Salamini sottovuoto ritirati dal mercato per rischio chimico: la marca è la Kaminwurzen, produzione altoatesina con sede in provincia di Bolzano.

Non è la prima volta che si è costretti ad affrontare il tema della sicurezza alimentare, visti i numerosi scandali che hanno coinvolto il settore alimentare, anche a livelli internazionale, negli ultimi anni. Stavolta al centro dell’attenzione sono i salami Kaminwurzen, ritirati dal mercato.

I salamini ritirati

Il Ministero della Salute ha comunicato, tramite sito web nella sezione apposita degli avvisi di sicurezza, di aver preso il provvedimento del ritiro dei salami Kaminwurzen per rischio chimico. Sarà impossibile acquistare lotti di questo salamino crudo affumicato, diffuso soprattutto in Alto Adige. La ditta produttrice ha sede proprio a Sarentino, in provincia di Bolzano, ed è stata essa stessa a ritirare il prodotto dal mercato in seguito alla preoccupazione data dai controlli. Questi infatti avrebbero segnalato numeri alterati sulla presenza di idrocarburi: questa condizione è chiamata Superamento dei limiti IPA e di benzoApirene. Bisogna stare tranquilli per i consumatori abituali di questo prodotto marcato, perché il rischio è presente solamente in quei beni alimentari insaccati e sottovuoto prodotti dal 6 al 24 aprile.

Chi avesse già acquistato uno di questi salamini, con scadenza a luglio 2018, farebbe bene a sbarazzarsene, mentre per gli altri è assicurata l’impossibilità di comperare il prodotto grazie al ritiro dello stesso. Questa la dichiarazione presente sullo Sportello dei diritti dei tecnici ministeriali: “Cessazione immediata della vendita al pubblico del solo lotto in questione”. Il presidente del suddetto Sportello, Giovanni D’Agata, ha anche aggiunto: “c’è un rischio chimico che ne ha costretto il richiamo dal commercio, che potrebbe procurare gravi reazioni allergiche.”

Gli scandali alimentari

Molto spesso tra la produzione e il consumatore ci sono lacune e sotterfugi, a cui ha tentato di rimediare Legambiente insieme con il Movimento di Difesa dei cittadini. Un rapporto stilato sulla sicurezza alimentare. Sono quattro le condizioni imprescindibili necessarie ad avere un prodotto alimentare sano: certificazione, tracciabilità, garanzie igienico sanitarie e qualità. Non è facile al giorno d’oggi rintracciare poi così facilmente queste caratteristiche, anche perché spesso le informazioni in merito agli alimenti sono nebulose e confuse, a volte, purtroppo, volutamente.

Secondo la Confederazione italiana agricoltori, i consumatori sono sempre più sfiduciati e avviliti nell’acquisto di beni alimentari, perché non hanno mai la certezza di ciò che stanno portando in tavola. Pur evitando i prodotti oggetto di scandalo, il dubbio si insinua ormai su qualunque alimento. Come dimenticare lo scandalo della mucca pazza, l’allarme aviaria o quello del batterio killer? Le notizie avevano e hanno tuttora una tale risonanza da influenzare fortemente i consumatori, che sono letteralmente “in fuga” di fronte a certi beni di consumo “contaminati” o che per un periodo sono stati oggetto di analisi. Alcuni marchi, di quelli storici e famosi, hanno risentito pesantemente di tali ispezioni con un netto calo delle vendite e la perdita della fidelizzazione dei clienti, sempre più preoccupati. Il ritiro dei salamini Kaminwurzen, per quanto provvidenziale, aggiunge sospetti al consumatore sempre più preoccupato di ciò che mangia.

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