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Ritorno a scuola, studentessa 16enne scrive a Draghi: “Non riaprite, rischiamo altri morti”

La lettera di una studentessa a Draghi: "Ritornare a scuola così è rischioso, voglio tornare in aula ma in sicurezza"

riaperture

Il Cts e il governo sono alle prese con gli ultimi dettagli in vista delle riaperture del 26 aprile, che vedranno, tra l’altro, tornare gli studenti in presenza al 100%. C’è, però, chi non è d’accordo. Flavia Di Nocera, studentessa campana, ha scritto direttamente al premier Draghi.

Studentessa scrive lettera a Draghi

Tornare a scuola in questa situazione è rischioso, è una pericolosa ostentazione di efficienza che può compromettere l’esito della campagna vaccinale in corso”. La firma è di Flavia Di Nocera, una studentessa sedicenne del terzo anno del liceo classico Plinio Seniore di Castellammare di Stabia. La lettera, indirizzata al premier Mario Draghi, ha un quesito centrale molto forte: “Cosa ci spinge a gettare all’aria tutti i nostri sforzi, a far impennare di nuovo i contagi, a speculare sulle vite degli studenti, simili a delle cavie in un mostruoso esperimento che paga ogni errore con delle vite umane?“.

La studentessa sedicenne, infatti, non è d’accordo con la retorica del ritorno in classe a tutti i costi, nonostante sia una studentessa modello, che ama studiare e l’ambiente scolastico.

“Tornare a scuola così è rischioso”

Al Corriere Flavia Di Nocera racconta il perchè di questo gesto. “È stata un’iniziativa istintiva, nata dalla frustrazione di vedere sprecati tutti i sacrifici di questi mesi. Il ritorno in classe provocherà nuovi contagi e nuove chiusure.

E comprometterà anche la campagna vaccinale. Gli insegnanti hanno in genere ricevuto solo una dose, dunque sono parzialmente scoperti, noi studenti nemmeno la prima -racconta-. Queste considerazioni mi hanno fatto molto arrabbiare. Perché, sia ben chiaro, io a scuola voglio tornare, ma in sicurezza“. Ha le idee chiare la sedicenne del liceo Plinio Seniore, che commenta anche le parole del premier in merito ai rischi di una riapertura. “Che significa rischio ragionato? Che se l’esperimento va male muore qualcuno e pazienza?”.

La studentessa: “Mi aspetto una risposta”

Non è l’unica, Flavia Di Nocera, a dubitare sulla sicurezza di un ritorno in classe. “La maggior parte [dei miei compagni, ndr] la pensa come me, ma non manca chi ha un’opinione diversa. Riaprire ora per me non significa riaprire, ma gettare le base per prossime chiusure e nuove quarantene”. Intanto la sedicenne aspetta una risposta da parte del premier. “Me lo aspetto, anche perché ho inviato la lettera per conoscenza ad altri destinatari importanti, ministri e organi di informazione. Ho inviato la lettera alla sua segreteria venerdì scorso. È comprensibile che durante il fine settimana non abbia avuto la possibilità di leggerla. Ma, ripeto, spero che mi risponda“.

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