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Rizzi: “Avremo restrizioni a singhiozzo fino alla fine dell’anno”

L'infettivologo Marco Rizzi, in un'intervista per Il Fatto Quotidiano, ha spiegato che fino alla fine dell'anno continueranno ad esserci restrizioni.

Marco Rizzi

Dopo un anno e tre mesi dal grande cambiamento a cui siamo andati incontro a causa della pandemia, la prospettiva del futuro sembra ancora incerta e preoccupante. Marco Rizzi, primario del reparto di Infettivologia dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, in un’intervista per Il Fatto Quotidiano, ha spiegato che continueranno ad esserci restrizioni.

Le parole di Rizzi sulle restrizioni Covid

La lentezza della campagna vaccinale in Italia fa pensare che il ritorno alla normalità sia sempre più lontano. Rizzi ha ipotizzato che, nel caso di un prolungamento temporale del piano di immunizzazione, si possa procedere con la somministrazione dei vaccini a giovani e lavoratori. Fino a quando non si riuscirà a tenere sotto controllo l’epidemia non si potrà tornare alla normalità. “Fra un anno? Non credo proprio” ha dichiarato Rizzi.

Ci sono stati giovani sintomatici con tamponi negativi e la spiegazione dell’infettivologo è che le varianti non siano ancora riconosciute dai test in uso, anche se non vi è evidenza. In realtà, fin dall’inizio della pandemia ci sono state persone con sintomi ma con tamponi negativi. Questo accade perché la fase di replicazione virale dopo un po’ di tempo si esaurisce. “Non abbiamo dati così solidi sugli eventi avversi, che sono sicuramente poco frequenti.

Dunque non abbiamo ancora elementi sufficienti per trarre conclusioni. Di base va detto che la reazione infiammatoria attiva la coagulazione e in qualche modo predispone a eventi trombotici. Con un vaccino inneschiamo la risposta infiammatoria verso alcune componenti del virus e questo produce un’immunità protettiva ma anche tutto il resto. Un marginale rischio di trombosi ci può essere. Ma sono speculazioni, non abbiamo dati conclusivi” ha dichiarato Rizzi riguardo i vaccini e gli eventi avversi. “Anche i vaccini che sembrano all’apparenza avere un rapporto efficacia-sicurezza un po’ meno favorevole sono meglio del non vaccino. Se avessimo in Italia 200 milioni di dosi di vaccino mRna sarebbe facile per tutti dire usiamo quelli. Ricordo che anche quando siamo partiti con Pfizer e Moderna ci sono stati degli allarmi per reazioni gravi. L’evento avverso ci può essere con tutti” ha aggiunto l’infettivologo.

Per quanto riguarda le aperture, Rizzi ha spiegato che è necessario adottare misure restrittive e tempestive al primo segnale, ma si può fare un tentativo. “Che si debba andare avanti con allentamenti e restrizioni è un dato, continuerà almeno per tutto l’anno” ha spiegato. “Quest’anno ci saranno ancora alti e bassi. Non credo che torneremo presto alla vita del gennaio 2020, nemmeno fra un anno. A livello globale a oggi sta andando peggio di un anno fa, come numero di nuovi casi al giorno. Ci sono zone del mondo dove la pandemia è molto attiva. Quindi la possibilità che rientri una variante dall’estero sulla quale non abbiamo una buona copertura immunitaria è un rischio che resterà per un po’, forse qualche anno. C’è la necessità di una sorveglianza epidemiologica ben fatta, qualche cautela su versante dei viaggi internazionali e della vita sociale. Non si arriverà in fretta a fare tutto come prima, con eventi da 60mila persone spalla a spalla per molte ore o i mezzi pubblici pieni” ha sottolineato l’esperto, che ha sottolineato che pensare che tutto sparisca in un anno è troppo ottimista. Per quanto riguarda i vaccini Rizzi ha spiegato che la campagna vaccinale non sta andando nel modo sperato e che probabilmente è il caso di intervenire sulle fasce di persone più mobili, con più relazioni sociali e più attive. “L’approccio ideale è quello di Israele: vaccinare tutti e dovunque” ha spiegato. “Non è che il virus circoli particolarmente nei ragazzini, ma circola. In una prospettiva di medio e lungo periodo, finché resta un serbatoio del genere di persone non immuni inserite in interazioni sociali molto vivaci il pericolo che continui a fare danni c’è” ha concluso Rizzi, parlando di eventuali vaccini su adolescenti e bambini.

Nata a Genova, classe 1990, mamma con una grande passione per la scrittura e la lettura. Lavora nel mondo dell’editoria digitale da quasi dieci anni. Ha collaborato con Zenazone, con l’azienda Sorgente e con altri blog e testate giornalistiche. Attualmente scrive per MeteoWeek e per Notizie.it


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Chiara Nava

Nata a Genova, classe 1990, mamma con una grande passione per la scrittura e la lettura. Lavora nel mondo dell’editoria digitale da quasi dieci anni. Ha collaborato con Zenazone, con l’azienda Sorgente e con altri blog e testate giornalistiche. Attualmente scrive per MeteoWeek e per Notizie.it

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