Roma: abbattuti alberi "pericolosi". Le proteste
Roma: abbattuti alberi “pericolosi”. Le proteste
Cronaca

Roma: abbattuti alberi “pericolosi”. Le proteste

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A Roma, l'abbattimento di molti alberi da parte della giunta Raggi sta provocando l'ira dei cittadini e delle associazioni ambientaliste.

Roma diventa il campo di battaglia per gli ecologisti. La giunta Raggi sta intervenendo nelle aree verdi della Capitale procedendo al taglio di moltissimi alberi giudicati “pericolosi”. Insorgono i cittadini e le associazioni ambientaliste, tra cui Italia Nostra, che pretendono maggiore trasparenza sulle decisioni riguardanti la gestione del verde pubblico.

L’abbattimento degli alberi romani

Gli abbattimenti degli alberi a Roma continua senza sosta sotto gli sguardi stupiti della popolazione. Fino al 12 febbraio 2018, sono state tagliate le 48 robinie di San Paolo, le 60 acacie a villaggio Breda e diverse piante in viale Carso e Piazza Bainsizza. Italia Nostra ha denunciato il fatto alla stampa italiana. “In molti quartieri di Roma, sulle vie consolari (via Nomentana), nel quartiere Prati-Delle Vittorie e anche nelle ville storiche (Villa Borghese), l’Assessora all’Ambiente Pinuccia Montanari sta procedendo in silenzio con demolizioni massicce che stanno provocando l’ira e la rivolta dei cittadini e delle Associazioni” ha scritto in una nota l’associazione nazionale.

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Il tema tanto dibattuto dell’abbattimento degli alberi ha diviso la popolazione tra gli ecologisti e i sostenitori delle demolizioni.

Molti, infatti, hanno fatto notare che la mancanza di manutenzione in alcuni quartieri ha reso pericolose le alberature, come è accaduto con i famosi pini di Mostacciano, che nell’ottobre 2017, cadendo su alcune macchine parcheggiate, avevano creato gravi problemi alle strade e al traffico. Quasi mai, tuttavia, come dichiarato da Italia Nostra, si tratta di situazioni rischiose per la sicurezza della popolazione. Numerosi cittadini, cercando un compromesso, chiedono la sostituzione, dopo il “disboscamento”, degli alberi demoliti.

Non finisce qui. L’associazione fondata da Antonio Cederna ha protestato anche contro la scarsità di informazioni detenute dai cittadini sul loro patrimonio arboreo. Guglielmo Calcerano, portavoce dei Verdi, ha denunciato la lunghezza dell’iter amministrativo necessario per consultare le perizie botaniche sugli alberi tagliati. Per non parlare della segretezza dei progetti che prevedono gli abbattimenti. I cittadini sconvolti, stando alle dichiarazioni di Calcerano, si svegliano ogni mattina scoprendo da un giorno con l’altro che il verde davanti alle proprie abitazioni non esiste più. Per questo, viene richiesta una maggiore trasparenza da parte della giunta Raggi. Secondo Italia Nostra, le informazioni restano esclusivamente in mano all’amministrazione che decide delle sorti degli alberi romani. La celebre associazione si batte per “la massima trasparenza e la legittima partecipazione di cittadini, associazioni e comitati anche attraverso l’apertura di un tavolo di concertazione”.

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