Roma bene, cocaina nei locali dei vip: 21 arresti
Roma bene, cocaina nei locali dei vip: 21 arresti
Cronaca

Roma bene, cocaina nei locali dei vip: 21 arresti

roma bene

Le indagini del Dda hanno portato a 21 arresti per il coinvolgimento in un grosso giro di droga presso dei locali frequentati dalla Roma bene

Grande operazione antidroga nella Roma bene. Le indagini della Direzione distrettuale antimafia hanno portato all’arresto di 21 persone. Le accuse sono quelle di associazione a delinquere con il fine di commercializzazione della cocaina, detenzione, spaccio, estorsione, minacce, porto clandestino e ricettazione di armi da sparo. L’inchiesta si è incentrata sul quartiere Parioli e i locali notturni Roma bene, soprattutto in due situati in zona via Veneto.

Roma bene arresti cocaina

Il consumo di droga, anche nella nostra Capitale, è una malattia difficile da guarire. Soprattutto bisogna lavorare sul giro illegale che sta attorno al consumo di sostanze stupefacenti. Presso la Roma bene aleggiava un grosso spettro di spaccio di cocaina. La Direzione distrettuale antimafia, grazie alle indagini che ha coordinato, ha fatto effettuare 21 arresti per altrettante persone. L’inchiesta si è incentrata soprattutto nel quartiere Parioli, e nei locali frequentati dalla Roma bene nella notte. In particolare, sotto la lente di ingrandimento della Direzione distrettuale antimafia, sono finiti due locali, molto frequentati da vip, che si trovano nella zona di via Veneto.

In quell’area, uno degli indagati spacciava cocaina tutti i giorni. Le azioni investigative hanno portato al sequestro, oltre a quello di droga, anche di armi. Le accuse per le 21 persone messe in manette sono quelle di associazione a delinquere con il fine di commercializzazione della cocaina, detenzione, spaccio, estorsione, minacce, porto clandestino e ricettazione di armi da sparo. Cinque di questi individui sono stati arrestati in flagranza, a 16 è stata invece inflitta l’ordinanza di custodia cautelare.

Milano

Il fatto ci rimanda ad un’operazione che ha avuto luogo a Milano a fine ottobre scorso. In quel periodo è stato arrestato Salvatore Lieto, 49 anni. L’uomo, di origini napoletane ma nella città da tempo, è finito in prigione per scontare tre anni e sei mesi nell’ambito dell’inchiesta Pipeline, risalente al 2012. Salvatore Lieto era il tramite tra i suoi contatti legati al clan camorristico Gionta (in particolare era legato al nome di Domenico Balzano) e i destinatari della droga. Tra questi ultimi, vi sono personaggi dello spettacolo, mondo al quale il pregiudicato è sempre stato legato. In passato, si era vociferato di una sua presunta relazione con la presentatrice tv Barbara D’Urso.
Per scampare all’arresto, da tempo Salvatore Lieto aveva cambiato stile di vita. Infatti, si era messo a comprare telefonini per poi buttarli via, si faceva vedere poco o per niente nei luoghi pubblici. Inoltre, era arrivato addirittura ad allontanarsi dalle frequentazioni di amici altolocati, ristoranti stellati e le concessionarie delle auto più costose. Salvatore Lieto era solito ‘lavorare’ muovendosi con un Ferrari. Questo stile, molto strafottente, era stato un po’ ‘ereditato’ da Domenico Balzano.

Il clan di Gionta è originario di Torre Annunziata. Aveva iniziato con il contrabbando, e successivamente era arrivato allo spaccio di droga. Il clan Gionta era arrivato a creare una vera e propria holding del crimine, nello stile della Camorra.

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