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Roma, biglietti dentro le mascherine Ffp2: “Prodotte da schiavi africani in Cina”

Il giallo dei biglietti trovati in una confezione di mascherine a Roma è un modo per attirare l'attenzione o è un messaggio di cui preoccuparsi?

Biglietti nelle mascherine Ffp2 a Roma

Il mistero dei biglietti dentro le confezioni di mascherine Ffp2 ha colpito la nostra capitale: Roma. La persona che ha trovato questi biglietti nella confezione di dispositivi di protezione, appena acquistati, ha raccontato la storia a LaPresse. Spunta anche l’ipotesi che possa trattarsi di un falso.

Cosa c’è scritto sui biglietti trovati in delle confezioni di mascherine a Roma

Sui bigliettini è riportata una frase scritta in inglese, che recita: “Non usate questa mascherina. È stata prodotta da schiavi africani nella prigione di Yingde, nella provincia del Guangdong, in Cina. Per favore, aiuto. Contattate un’organizzazione internazionale“. L’identità della persona che ha acquistato il pacco di mascherine è ignota e, stando alla sua versione dei fatti, il biglietto era all’interno della busta chiusa e quindi non può essere stato inserito dopo.

Ovviamente il tutto sarebbe da verificare.

Lo scetticismo degli utenti di Reddit

Prima di diffondere questa notizia, le foto dei bigliettini sono apparse su Reddit. L’autore del post ha detto che un suo amico ha acquistato delle mascherine in un drugstore di Roma, nel quartiere EUR ed ha trovato i biglietti all’interno della confezione. Alla fine del post, l’autore ha chiesto consigli su cosa fare. Il contenuto condiviso su Reddit è stato rimosso.

Molti utenti hanno detto che il post era privo di fondamenta in quanto non si poteva verificare se fosse vero o meno che il bigliettino era stato confezionato con le mascherine.

Bisogna preoccuparsi o è stata una bravata per attirare l’attenzione?

Facendo un po’ di ricerche online, si è scoperto che la prigione di Yingde, citata nel misterioso biglietto, esiste davvero ed è stata fondata nel 1952. Come riporta Fanpage, ed è un po’ il dubbio di tutti, non esiste alcuna fabbrica di mascherine all’interno di questo carcere cinese.

Alla luce di queste circostanze, dunque, viene da pensare: “Il caso del biglietto nelle confezioni di mascherine è una trovata per attirare l’attenzione o un giallo su cui indagare?“.

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