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Roma come Napoli? Lo spettro delle discariche sulla Capitale
Cronaca

Roma come Napoli? Lo spettro delle discariche sulla Capitale

Confronto a distanza tra il primo cittadino di Roma e il Governatore della Regione, Renata Polverini, davanti alle telecamere di “Effetto Domino” su La7. La questione riapre i malumori sulla discarica di Malagrotta, 240 ettari con 4500-5000 tonnellate di rifiuti urbani scaricati ogni giorno, 330 tonnellate di fanghi e scarti, oltre al pattume speciale degli aeroporti di Ciampino e Fiumicino. L’aumento del 6% della produzione di immondizia si riversa sull’impianto di smaltimento più grande d’Europa che, dopo continui rinvii sulla sua chiusura, prevista da una normativa europea per il 31 Dicembre del 2007, ora si ritova saturo. Nonostante la proroga autorizzata dall’amministrazione Marrazzo fino al maggio del 2008, i cittadini di Malagrotta, Fiumicino, Ponte Galeria e Piana del Sole sono stanchi delle promesse sulla chiusura imminente, poi cancellate da costanti dilazioni sulla ricerca di nuovi siti sostitutivi. La proprietà Cerroni ribadisce di aver già a disposizione un’area alternativa, nei dintorni di Allumiere e Riano, considerata però di fatto già satura e non idonea dal Piano di Studio proposto dalla giunta comunale Alemanno, ora in fase di valutazione.

Le preoccupazioni sono più che lecite quando si tratta di zone ad elevata tossicità; solo pochi giorni fa si è sfiorata l’ennesima tragedia sul lavoro per due operai della discarica, che hanno rischiato la vita per le esalazione dei fumi. Forse i controlli trimestrali affidati all’agenzia ambientale della regione (ARPA) devono essere aggiornati, visto che l’ultimo rapporto, per stessa ammissione del sindaco Alemanno, è datato Agosto 2010. Pur escludendo una Napoli-bis, le responsabilità rimbalzano da una sede all’altra dell’esecutivo di centrodestra: se il nuovo sito di stoccaggio dei rifiuti non fosse trovato all’interno dell’area urbana del Comune di Roma, la Polverini annuncia la necessità di estendere la questione alla Provincia. Tante forze politiche in campo quindi. Rilevante è tuttavia anche la componente civica dei romani, la loro responsabilizzazione in materia di raccolta differenziata : Roma non solo non migliora, ma regredisce dal 70° al 78 ° posto nella classifica di Legambiente (su 103 comuni italiani).

Le aspettative del Governatore della Regione di raggiungere la soglia dle 65% sulla differenziata, naufragano bruscamente contro le stime, più caute e realisitiche, del Campidoglio che si attestano non oltre il 35%, considerato lo scarso 20% dei livelli attuali. L’amministrazione comunale sembra convinta che l’unica soluzione possibile per evitare sacchetti in mezzo alla strada e blocchi davanti alle discariche, sia la realizzazione di nuovi impianti di termovalorizzatori; il Tar del Lazio però ha appena bocciato le autorizzazioni, firmate dal ex governatore Marrazzo, per l’inceneritore di Albano Laziale. Dopo le proteste ” NO INC” dei comitati cittadini e l’appello della Asl dei Castelli Romani, il progetto del consorzio Coema (Ama, Acea e Cerroni) viene bloccato sul nascere. Il rischio di un collasso delle falde acquifere con un incremento di arsenico (già presente nelle acque di molti comuni,ndr), e le carenze sul monitoraggio delle polveri sottili e l’ossido di azoto che avrebbero gravato sulla qualità dell’aria, sono le cause note dello stop ai lavori.

Nell’attesa del 2013, data prevista per la discarica sostitutiva a Malagrotta,c’è chi può ancora respirare aria “pulita”.

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