Roma, imposto video di scuse a chi ha insultata i vigili
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Roma, imposto video di scuse a chi ha insultata i vigili

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Roma, imposto un video di scuse a chi ha insultato un vigile. Tra questi, c'è l'esponente del centro destra Emiliano Bono.

Adesso a Roma non basta più un risarcimento pecuniario e una lettera di scuse. Chi, nella Capitale, viene riconosciuto colpevole di per oltraggio ai vigili urbani, deve subire la gogna 2.0, e pubblicare online un video di scuse. A mettere in luce questo avvenimento a Roma è stata un’insegnante di 32 anni che, dopo aver risposto troppo veementemente con qualche parola di troppo a una multa impostale, si è vista recapitare dai vigili la lettera con la richiesta del video.

Roma video scuse

A tutti può capitare di reagire male ad una multa. Certo l’educazione imporrebbe comunque un certo tono, ma non tutti sono dei Gandhi o dei San Francesco d’Assisi. Dall’altra parte, almeno si spera, ci sono dei professionisti vigili che attuano semplicemente il regolamento. A Roma, se si insulta un vigile dopo essere stati multati, è stata decisa la gogna 2.0. Oltre a dover inviare una lettera di scuse e pagare un’ulteriore multa, adesso uno deve scusarsi in pubblico.

Infatti ora un colpevole di oltraggio ai vigili urbani dovrà postare su internet un video in cui ci si scusa pubblicamente. Una pena severa, ma può essere giusto che tutti vengano messi in riga.

A diffondere questa notizia è stata un’insegnante di 32 anni, che appunto si è trovata a dover girare questo breve filmato di scuse. Tra i colpiti da questa nuova sanzione c’è anche Emiliano Bono, consigliere del centrodestra al Terzo Municipio. Chi rifiuta di girare il video, come imposto dalla polizia municipale, è destinato ad andare a processo, perché non sono accettate altre forme di scuse. Quindi, massima rigorosità sotto questo aspetto.

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Umiliazione pubblica

Ritorna quindi la gogna. Questa del video, infatti, è proprio un’umiliazione pubblica. Forse è una pena troppo severa, ma senza dubbio potrebbe essere un buon deterrente. Magari si potrebbe applicare a reati più gravi. Quella di insultare un vigile, infatti, è senza dubbio una macchia, ma a volte, come già detto, si risponde di getto.

Tutto succede così in fretta che non c’è il tempo di pensare e si dice subito quello che si pensa in quell’istante. E non sempre ciò che viene subito in mente è giusto o conveniente. La lucidità viene meno e si sbaglia. In tutt’altro contesto potrebbe essere diverso.

Le scuse, anche perché magari rivolte contro un singolo vigile e non contro la categoria, in un mondo corretto, andrebbero di base fatte privatamente al diretto interessato. Ma evidentemente c’è un’esagerazione che che va risolta. Parecchi cittadini romani, evidentemente, peccano di superbia. È necessario perciò che si umiliano in pubblico, che avveniva, in ben altre modalità, secoli fa.
Quindi, questa storia dei video è interessante, ma andrebbe applicata anche per altri reati, perché ci sono cose più peggiori e gravi per cui doversi scusare pubblicamente. Per evitare questa gogna, può comunque bastare essere educati e corretti, sia se si ha torto, sia se si ha ragione.

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