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ROMA,DENUNCIATO RACKET DI ESTORSIONI AI MENDICANTI

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Vittime e aguzzino erano connazionali, ma questo non è stato un deterrente sufficiente per placare le estorsioni violente di un cinquantenne romeno a danno di alcuni mendicanti che obbligava all’elemosina, in quartieri come San Giovanni, Trastevere e Testaccio, per poi estorcere loro i guadagni della giornata.

La squadra mobile dei carabinieri dell’Aventino ha arrestato l’uomo dopo la denuncia di una delle vittime, ribellatosi alle minacce e delle percosse quando ha saputo che nella rete del taglieggiatore era finito anche il figlio adolescente. Al momento del fermo, in tasca al delinquente sono stati trovati circa 1000 euro, tra banconote di piccola taglia e monete, frutto della carità giornaliera ai semafori e di uno sfruttamento che poggia sul disagio sociale.

Le tariffe settimanali del “pizzo” variavano dai 150 ai 300 euro, un vero e proprio business del malcostume.

Da tempo le forze dell’ordine hanno avviato diverse indagini sulla rete di estorsori che si cela dietro ai mendicanti delle strade, quelli che bussano al finestrino dell’auto in coda o che chiedono pochi spiccioli sui marciapiedi, raggomitolati su se stessi e spesso disabili mutilati.

Che si voglia chiamare questua o carità, e che sia o meno un atto di compassione quanto piuttosto di senso di colpa verso chi non ha nulla, per evitare che altri malcapitati debbano pagare ulteriormente una condizione di vita già drammatica, le indagini dell’Arma proseguono alla ricerca di nuove testimonianze anche perchè il racket recluta sempre più bambini, tra i 2 e i 12 anni per lo più nomadi di etnia rom o di nazionalità romena.

Secondo i dati di Telefono Azzurro, in Italia ci sarebbero approssimatamente 50mila piccoli accattoni, controllati dalle organizzazioni criminali. Solo a Roma se ne stimano oltre 2500.
Nel frattempo il boss romeno, tristemente noto nell’ambiente della delinquenza romana, è stato accusato di estorsione e arrestato.


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